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Afghanistan sotto l'attacco dei talebani, ma Biden non cambia piani: truppe in ritiro

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Joe Biden non cambia i piani, nonostante l'avanzata talebana nel Nord dell'Afghanistan: il ritiro delle truppe americane prosegue. Oggi, i talebani hanno conquistato tre capoluoghi in un solo giorno. La decisione di Biden è stata riferita al Nyt da un alto funzionario americano. Il presidente è stato aggiornato sugli ultimi sviluppi e il suo staff ha avuto contatti con l’ambasciata americana a Kabul. Nonostante ciò Biden non cambierà programma sul ritiro delle truppe. Il dipartimento della Difesa rimane mobilitato per fornire risorse se necessario, ma la strategia prevalente è lasciare alle autorità afghane il compito di riprendere Kunduz e difendere le altre città.

 

 

Le truppe americane stanno comunque fornendo supporto, almeno fino a fine mese: aerei militari statunitensi bombardano da giorni le postazioni talebane per frenarne l'avanzata. Lo ha confermato a Bloomberg la portavoce del comando centrale dell’aviazione Usa, Nicole Ferrara. "Le forze statunitensi hanno condotto diversi attacchi aerei in difesa dei nostri alleati afghani negli ultimi giorni", ha dichiarato Ferrara, interpellata su un’indiscrezione del Daily Mail, secondo cui il presidente Usa, Joe Biden, aveva ordinato l’impiego di bombardieri B-52 e cannoniere Ac-130 Spectre a sostegno delle operazioni dell’esercito di Kabul. Un portavoce dei talebani, Yousef Ahmadi, in un comunicato ha garantito che gli attacchi Usa verranno vendicati con "piena forza". Ahmadi ha inoltre accusato gli Usa di aver colpito infrastrutture civili, come scuole e ospedali, nella provincia di Helmand.

 

 

 

I talebani hanno ormai stretto la loro presa sull’ Afghanistan settentrionale, espugnando altri due capoluoghi di provincia, tra cui la grande città di Kunduz: ora sono quattro le città conquistate in tre giorni nella grande offensiva che l’esercito sembra incapace di fermare. A poche ore l’uno dall’altro, gli insorti hanno preso il controllo di Kunduz, 300 chilometri a nord di Kabul, che avevano circondato per diverse settimane, e di Sar-e-Pul, 400 chilometri più a ovest. Kunduz, che è già caduta due volte negli ultimi anni nelle mani degli insorti, nel 2015 e nel 2016, è un crocevia strategico nel nord dell’ Afghanistan, tra Kabul e il Tagikistan. La sua conquista è il principale successo militare dei talebani dall’inizio della loro offensiva in maggio, lanciata con il ritiro delle forze internazionali, che deve essere completato entro il 31 agosto.