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Honduras choc, italiano ucciso: "600 persone contro di lui"

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Orrore in Honduras. Un italiano residente nel Paese, Giorgio Scanu, è stato ucciso in un villaggio nel sud dell'Honduras da una folla inferocita che ha anche dato fuoco alla sua casa, accusandolo di aver ucciso il suo vicino. Lo rende noto la polizia, precisando che "circa 600 persone, molte delle quali armate di bastoni, machete e pietre sono entrate nella casa dell'italiano con l'intenzione di ucciderlo e l'intervento della polizia non ha potuto impedirlo".

 

 

 

 "La popolazione in Honduras vive in una situazione di violenza diffusa", proveniente dalle gang, dalla criminalità, in particolare nelle zone urbane, ma anche dalle forze dell’ordine, ha detto a LaPresse Antonella Mori, head del programma America Latina dell’Ispi, e docente di Macroeconomia e Prospettive Economiche presso l’Università Bocconi, spiegando la situazione economica e sociale in Honduras, dove questa mattina un cittadino italiano è stato linciato dalla folla.

L’Honduras, spiega, "è tra i Paesi più poveri, se non il più povero dell’America Latina e Caraibi, insieme ad Haiti", "oltre il 50% della popolazione è considerata povera, e il 20% estremamente povera", e "ha una disuguaglianza di reddito tra le più elevate".

 

 

 

Oltre alla crisi del Covid-19, l’Honduras è stato colpito anche da due uragani alla fine del 2020 che hanno distrutto le infrastrutture. "La contrazione della crescita nel 2020 è stata del 9%, un pò più alta della media della regione, e la combinazione di questi due fattori - Covid e uragani - ha causato una recessione fortissima", ha spiegato Mori, sottolineando che "la grande differenza nella distribuzione del reddito, i traffici illeciti, la droga in transito verso il Nord", sono tutti fattori che "alimentano la violenza"», favorita anche dal fatto che il Paese ha difficoltà a mantenere l’ordine pubblico. 
Honduras è anche il Paese da cui partono le carovane di migranti verso gli Usa, ha ricordato Mori, spiegando che il presidente statunitense Joe Biden ha deciso di investire nel Paese, insieme a El Salvador e Guatemala, 4 miliardi di dollari nell’arco di 3-4 anni, «un impegno finanziario importante per lo sviluppo di questi Paesi e per fare in modo che i giovani restino nello Stato», ha spiegato.