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Vaccino Pfizer, richiesta di autorizzazione per la terza dose dopo sei mesi

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Vaccino Pfizer, l'azienda farmaceutica BionTech ha annunciato l’intenzione di chiedere all’Fda, l’autorità del farmaco americana, l’autorizzazione per una terza dose del vaccino contro il Covid per dare "una protezione ancora maggiore" alla popolazione.

 

In un comunicato, l’azienda farmaceutica ha spiegato che esistono "dati incoraggianti", che saranno resi pubblici nelle prossime settimane, sulla dose supplementare del vaccino, che aumenterebbe il livello di anticorpi da cinque a dieci volti se somministrata sei mesi dopo la seconda dose. "Pfizer-Biontech ritiene che una terza dose potrebbe essere di beneficio entro i 6-12 mesi successivi alla seconda dose per mantenere livelli più alti di protezione2, si legge nella nota. Attualmente il vaccino Pfizer è il più somministrato anche in Italia. Finora tutti i vaccini autorizzati in Europa e Stati Uniti - AstaZeneca, Moderna, Pfizer e J&J - sono efficaci anche contro le varianti, tra cui la Delta che sta diventando dominante in molti Paesi ed è già stata riscontrata in 105 nazioni.

 

Tuttavia l'efficacia dei sieri va a calare nel tempo, per cui le aziende farmaceutiche stanno studiando come poter garantire una elevata risposta immunitaria nel tempo. Il tutto andrà probabilmente nella direzione di un richiamo annuale, come per l'influenza, al netto ovviamente di possibili evoluzioni del virus, che sembra farsi sempre più aggressivo. In alcuni Paesi, come l'Inghilterra e ora anche la Germania, la variante Delta ha pressochè sostituito tutte le altre varianti. In Italia, invece, non è ancora dominante, ma la ripresa dei contagi avvenuta nonostante il proseguo della campagna vaccinale sta preoccupando l'Iss e la cabina di regia del governo. Ad oggi l'indice Rt nel nostro paese è a 0.66 con 11 casi ogni 100 mila abitanti, ma dalla fine delle restrizioni la diffusione del virus è il leggera ripresa e dovrà essere monitorata attentamente così da evitare il rischio di una quarta ondata.