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Arrestato per riciclaggio il broker Bochicchio: "truffò Lippi, Conte" e altri vip e sportivi

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Massimo Bochicchio, il broker che avrebbe truffato alcuni vip e personaggi dello sport, è stato arrestato a Giacarta, in Indonesia. Tra le presunte vittime l’ex allenatore della Nazionale Marcello Lippi, suo figlio Davide, l’attaccante della Roma Stephan El Sharawi, l’ex difensore francese Patrice Evra, l’ex mister dell’Inter Antonio Conte (in questo caso l'indagine è aperta alla Procura di Modena), il designer Achille Salvagni e l’ambasciatore Raffaele Trombetta. Il broker era indagato per riciclaggio internazionale dalla procura di Milano, titolari del fascicolo i pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi. Nel decreto del febbraio scorso, firmato dal gip di Milano Chiara Valori, era scattato il sequestro di un immobile di pregio a Cortina, opere d’arte e conti correnti per un valore totale di 10,9 milioni di euro.

 

 

Secondo l’accusa dei pm milanesi Filippini e Polizzi, Bochicchio avrebbe "raccolto attraverso le società Kidman Asset management e Tiber Capital cospiscui capitali dei propri clienti, veicolandoli in investimenti realizzati anche in Paesi a ridotta tassazione, massima tutela della riservatezza e bassa collaborazione giudiziaria, come Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, promettendo alti rendimenti e, in caso di necessità, anche l’assoluta risevatezza dell’investimento, omettendo i controlli antiriciclaggio prescritti". Il broker 55enne, che da ottobre scorso si sarebbe trasferito a Dubai, sarebbe riuscito a trarre in inganno i clienti presentando la ’Kidman’ come una società partecipata da un noto colosso del credito.

 

 

Un contribuito alle indagini è arrivato da Daniele Conte, fratello dell’ex allenatore dell’Inter, il quale lo denunciò alla procura di Roma per truffa e appropriazione indebita.  E lui a illustrare agli inquirenti il modus operandi del broker: "Una volta ricevuto il denaro, Bochicchio lo utilizzava per diversi scopi. Proprie spese personali che gli garantivano a lui e alla sua famiglia un elevatissimo tenore di vita. I fondi venivano usati anche con fini di effettivo investimento, soltanto che Bochicchio utilizzava strumenti finanziari molto rischiosi. Il problema era che questi tipi di investimenti erano troppi rischiosi e avrebbe dovuto informare i propri clienti e farsi autorizzare questo tipo di attività, prospettano sia i potenziali guadagni ma soprattutto le possibili perdite elevatissime".