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Covid, Oms: "Le varianti stanno vincendo la corsa contro i vaccini, non abbandonare le restrizioni"

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Covid, l'Oms lancia un nuovo allarme nel giorno in cui è stata raggiunta la soglia di 4 milioni di morti a causa della pandemia. Invitando per giunta a non abbandonare le restrizioni "Le varianti del virus Sars-CoV-2 stanno attualmente vincendo la corsa contro i vaccini a causa dell’iniqua produzione e distribuzione delle dosi che minaccia anche la ripresa economica globale", ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

 

"Il mondo è in una fase pericolosa di questa pandemia. Alcuni Paesi con un’elevata copertura vaccinale stanno ora pianificando di lanciare dosi di richiamo nei prossimi mesi e di abbandonare le misure sociali di salute pubblica come se la pandemia fosse già finita. Tuttavia, aggravata da varianti in rapido movimento e da una scioccante iniquità nella vaccinazione, troppi Paesi in ogni regione del mondo stanno assistendo a forti picchi di casi e ricoveri", ha ammonito Tedros, ricordando in particolare che questo sta provocando un’ondata di morti in alcune regioni dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina. "Il nazionalismo vaccinale, con cui una manciata di nazioni ha fatto la parte del leone, è moralmente indifendibile e una strategia di salute pubblica inefficace contro un virus respiratorio che sta mutando rapidamente e sta diventando sempre più efficace nel passare da uomo a uomo", ha proseguito il direttore dell’Oms, secondo il quale il fatto che milioni di operatori sanitari non siano ancora stati vaccinati "è aberrante". 

 

Tedros ha quindi invitato i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali, che si riuniranno da domani per la sessione del G20 a Venezia, ad adottare misure urgenti per porre fine alla fase acuta di questa pandemia "fornendo i soldi necessari per aumentare la produzione e la distribuzione equa di strumenti sanitari". L’obiettivo fissato dall’Oms è il raggiungimento del 10 per cento delle persone vaccinate in tutti i Paesi entro settembre, del 40 per cento entro la fine del 2021 e del 70 per cento entro la metà del 2022.