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Covid, Oms: "Variante delta in 85 Paesi: diventerà dominante"

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Covid, l'Oms ha reso noto che la variante Delta è già stata identificata in 85 Paesi del mondo e che "presto diventerà dominante". La preoccupazione sta nel fatto che questa nuova variante del virus è molto più trasmissibile, circa il 60 per cento in più di quella inglese, che lo era del 35 per cento in più di quella tradizionale. E si tema che proprio questa "ultima" variante possa essere protagonista di una "quarta ondata".

 

L'Oms il 10 giugno ha convocato una seconda consultazione globale sulle varianti e sul loro impatto sugli interventi di sanità pubblica, come parte delle attività per coordinare la risposta globale al virus. Secondo gli esperti, è prevista una continua evoluzione di Sars-CoV-2 e questo "richiede un rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e genomica". L’agenzia Onu per la salute ha acceso un faro sulle 4 varianti che preoccupano, e si sta ultimamente concentrando in particolare sulla variante Delta che continua ad essere segnalata in nuovi Paesi costantemente, in tutte le regioni dell’Oms, 11 nuovi Stati nelle ultime due settimane si sono aggiunti all’elenco di chi l’ha trovata sul proprio territorio. Per quanto riguarda le altre, la variante Alpha (nuovo nome del mutante scoperto in Gb) resta ancora quella identificata in più Paesi, territori o aree (170), la Beta (stanata originariamente in Sudafrica) in 119, la Gamma (vista per la prima volta in Brasile) in 71 Paesi. Nuove evidenze sono state pubblicate sulle caratteristiche della variante Delta. Uno studio di Singapore ha mostrato che l’infezione con questo mutante sarebbe associata a maggiori probabilità di fabbisogno di ossigeno, ricovero in unità di terapia intensiva o morte.

 

Anche gli indicatori per la polmonite erano più alti. Inoltre i parametri indicano una possibile maggior carica virale nei campioni. Nell’ambito della consultazione portata avanti dall’Oms il messaggio chiave è dunque che gli interventi di sanità pubblica in atto per Covid, comprese le misure sanitarie e sociali e i vaccini, sono ancora efficaci contro le attuali varianti. Poiché diversi vaccini sono in uso e in fase di sviluppo, "è necessario un processo decisionale coordinato sulla modifica e l’amministrazione di questo strumento", spiega l’Oms. "Un nuovo gruppo consultivo tecnico esaminerà le prove disponibili e fornirà raccomandazioni sulle modifiche del vaccino, se necessarie".