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Marie Colvin, chi era la giornalista vittima della guerra in Siria: il giallo della morte

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Marie Catherine Colvin, la giornalista statunitense che ha lavorato per il quotidiano britannico The Sunday Times sino alla morte avvenuta mentre seguiva l'assedio di Homs in Siria, è la protagonista del film biografico A Private War in cui la sua figura è interpretata dall'attrice Rosamund Pike.

 

 

Colvin, morta il 22 febbrario 2012 all'età di 56 anni, riuscì a entrare in Siria - nonostante i divieti del governo locale - per riportare informazioni sulla guerra civile. Dalla città di Homs, nel distretto di Baba Amr, fece anche alcuni collegamenti con Bbc, Cnn con un telefono satellitare, descrivendo i bombardamenti e gli attacchi dei cecchini contro gli edifici civili e le persone per strada. Un racconto duro e crudo, descritto come il peggior conflitto che avesse mai vissuto. Morì insieme al fotoreporter francese Rémi Ochlik: l'autopsia concluse che Colvin venne uccisa da una "improvvisa esplosione di un dispositivo pieno di chiodi" organizzata da terroristi. Ma un un fotografo che si trovava con loro, sopravvissuto, ha sempre affermato che Colvin e Ochlik stavano facendo le valigie dal loro media center quando vennero colpiti dal fuoco dell'artiglieria siriana. Altre fonti hanno poi riferito che l'edificio dove si trovavano i giornalisti era stato preso di mira dall'esercito siriano. 

 

 

Colvin, originaria dell'area metropolitana di New York, laureatasi a Yale, cominciò la sua carriera a New York, come reporter per United Press International. Trasferitasi poi al Sunday Times nel 1985 divenne corrispondente dal Medio Oriente. Nel 1986 fu la prima giornalista a intervistare Gheddafi dopo l'inizio dei bombardamenti degli Stati Uniti in Libia. Espertissima della zona del Medio Oriente, è stata anche inviata in altre aree di guerra: Cecenia, Kosovo, Sierra Leone, Sri Lanka (dove perse la vista dell'occhio sinistro dopo l'esplosione ravvicinata di una granata) e Timor Est dove fu artefice del salvataggio di 1.500 persone tra donne e bambini. Negli ultimi anni iniziò anche a soffrire di disordine da stress post-traumatico.