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Trump ai fedelissimi: "Da agosto ritorno presidente". E c'è chi pensa a un golpe

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Donald Trump contro tutto e contro tutti. E' proprio il caso di scriverlo: è stato cacciato da diversi social, gli hanno chiuso il blog e non è più presidente dopo le elezioni perse contro Biden. Eppure non si arrende. Secondo infatti le indiscrezioni rilanciate dal New York Times, dalla firma di Maggie Haberman, il tycoon "sta dicendo a un certo numero di persone con cui è in contatto che si aspetta di essere reintegrato come presidente entro agosto". Una sorta di teoria cospirativa, che secondo il Nyt servirebbe a mobilitare il nucleo di suoi fedelissimi ancora in campo: le possibilità di un reintegro, infatti, sono di fatto inesistenti.

 

 

Lo scorso 29 maggio i trumpiani intanto si sono ritrovati a Dallas, nell’Hotel Omni, per un raduno intitolato For God and Country Patriot Roundup Saturday. L’avvocata Sidney Powell, protagonista con Rudy Giuliani della battaglia giudiziaria per tentare di ribaltare il risultato delle elezioni in cui si è affermato Joe Biden, ha detto che Trump "potrebbe semplicemente tornare presidente". Ma non è tutto. Pesantissime le parole di Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale, il quale ha aggiunto che "si potrebbe pensare a un colpo di Stato simile a quello del Myanmar". Parole poi frettolosamente smentite, ma che comunque hanno creato non poche discussioni. 

 

 

E ancora, da Mar-a-Lago, la residenza di Trump, filtra grande nervosismo: il tycoon, 74 anni, teme infatti le mosse di Cyrus Vance, capo della Procura distrettuale di Manhattan, che sta indagando da quasi tre anni sugli affari di Trump. Il 25 maggio Vance ha convocato un Grand Jury, per esaminare possibili accuse penali a carico dei vertici della Trump Organization. Roger Stone, storico consulente di Trump, domenica 30 maggio, interpellato dal sito di estrema destra Infowars, ha confermato: "E' possibile che entro un paio di settimane Donald possa essere incriminato per frode fiscale o per truffa finanziaria con accuse false e fabbricate". Trump, insomma, si sente nel mirino. Da qui la voce fatta circolare su un reintegro da presidente ad agosto. Sembra più una strategia per tenere unito lo schieramento dei suoi fedelissimi.