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Canada, trovati i resti di 215 bambini nativi americani vicino ad ex scuola

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Una notizia choc. I resti di 215 bambini, alcuni di appena 3 anni, sono stati ritrovati in Canada nella più grande scuola residenziale dove i figli dei nativi venivano portati per essere ’rieducati'. La notizia ha sconvolto il Paese.

 

 

 "Mi spezza il cuore: è un doloroso ricordo di quel capitolo oscuro e vergognoso della storia del nostro Paese", ha detto il primo ministro Justin Trudeau. Ad annunciare il ritrovamento, avvenuto grazie all’aiuto di radar, è stata Rosanne Casimir, a capo della comunità nativa Tk’emlups te Secwepemc.

Casimir ha avvertito che potrebbero essere trovati altri corpi perché alcune zone vicine all’edificio non sono state ancora monitorate. La scuola di Kamloops ha operato tra il 1890 e il 1969, quando il governo federale ha rilevato le operazioni dalla Chiesa cattolica e l’ha gestita come scuola diurna fino alla chiusura nel 1978. Dal diciannovesimo secolo fino agli anni ’70, più di 150.000 bambini nativi furono obbligati a frequentare scuole cristiane finanziate dallo stato.

 

 

Furono costretti a convertirsi al cristianesimo e non gli fu permesso di parlare la loro lingua madre. Molti sono stati picchiati e insultati verbalmente, e si ritiene che almeno 6mila siano morti. Il governo canadese si è scusato in Parlamento nel 2008 e ha ammesso che gli abusi fisici e sessuali nelle scuole sono stati dilaganti. Molti studenti ricordano di essere stati picchiati per aver parlato la loro lingua madre. Alcuni hanno anche perso i contatti con le famiglie. I leader indigeni hanno individuato negli abusi e nell’isolamento la causa principale dei tassi di alcolismo e tossicodipendenza nelle riserve. Secondo un rapporto redatto dalla Commissione per la verità e la riconciliazione almeno 3.200 bambini sarebbero morti tra abusi e abbandono, e ci sarebbero state almeno 51 vittime nella sola scuola di Kamloops tra il 1915 e il 1963.