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Sudan, imprenditore Marco Zennaro prigioniero: "Regeni, Regeni, paga!". Allusione choc dei carcerieri

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Un caso inquietante. E cresce la preoccupazione e insieme la mobilitazione dell'Italia. Il caso è quello di Marco Zennaro, imprenditore veneto prigioniero in Sudan. Scarcerato e poi rimesso subito in cella. I retroscena che stanno vendo fuori in queste ore sono choc. E intanto, secondo il Corriere della Sera, i carcerieri dell'imprenditore lanciano minacciose allusioni: "Regeni, Regeni, paga!".

 

 

La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Khartoum continuano a seguire con la massima attenzione il caso di Marco che è stato arrestato in Sudan a seguito di una controversia commerciale. A fronte dei contatti già in corso a tutti i livelli, il Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie, Luigi Vignali si recherà in 
Sudan lunedì 31 maggio per una missione di due giorni a Khartoum su indicazione del Ministro di Maio per ulteriori colloqui. Il Direttore Generale incontrerà rappresentanti delle Autorità locali, effettuerà una ulteriore visita consolare al connazionale ed incontrerà i suoi familiari e il suo legale presenti in Sudan. La missione ha l’obiettivo di sensibilizzare le competenti Autorità sudanesi sulla necessità di una rapida definizione della posizione del cittadino italiano e richiedere la loro collaborazione nel miglioramento delle condizioni di detenzione, nell’attesa di una auspicabilmente rapida conclusione della vicenda.

 

 

La politica si sta muovendo. Dopo la sentenza e la mancata liberazione di Zennaro, in Italia ha iniziato a muoversi anche la politica: i deputati e i senatori veneti della Lega hanno presentato al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, un'interrogazione sulla vicenda, denunciando il fatto che "l'imprenditore veneziano continua ad essere detenuto in un carcere del Sudan in condizioni disumane e senza nemmeno una motivazione ufficiale". Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha fatto sapere di aver "avuto più interlocuzioni con il ministro Di Maio" e di averlo "trovato disponibile ma anche informato" sul caso. La mobilitazione è forte anche sui social.