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Covid, allarme dal Vietnam per nuova variante: mix tra l'indiana e l'inglese

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Allarme dal Vietnam per una nuova variante del Covid, che combina caratteristiche di quella indiana e di quella inglese. Lo ha dichiarato il ministro della Salute vietnamita, Nguyen Thanh Long, spiegando che la nuova variante, "un mix tra quella indiana e quella britannica", ha come caratteristica principale quella di diffondersi rapidamente attraverso l’aria e di essere molto più trasmissibile rispetto alle precedenti. Lo riporta il quotidiano online VnExpress. "In modo più specifico, si tratta della variante indiana con mutazioni che originariamente appartenevano alla variante del Regno Unito", ha detto il ministro vietnamita.

 

 

Il Paese del sud-est asiatico ha registrato finora 6.396 casi di coronavirus e 47 morti per complicanze. La nuova variante sarebbe all’origine della rapida diffusione del Covid 19 dalla fine di aprile, quando 3.600 persone sono state contagiate in 31 delle 63 città. Intanto in Italia al 18 maggio scorso la prevalenza della cosiddetta variante inglese del virus Sars-CoV-2 era dell’88,1%, in calo rispetto al 91,6% del 15 aprile), con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 40% e il 100%. Per quella brasiliana la prevalenza era del 7,3% (0%-60%, mentre era il 4,5% nella scorsa survey), mentre le altre monitorate sono sotto l’1%, tranne la cosiddetta variante indiana che è all’1%.

 

 

La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. L’indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. "La variante indiana, per quanto di nostra conoscenza, mostra una trasmissibilità più elevata rispetto a quella inglese però non sembra diminuire in maniera più sostanziale l’efficacia dei vaccini. Quello che forse può avere un effetto parziale maggiore è quella sudafricana che in Italia praticamente non sta circolando", ha detto Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute.