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Israele ha approvato il cessate il fuoco a Gaza. Ok di Hamas, scatta alle 2

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Giornata decisiva in Medio Oriente: Israele ha approvato il cessate il fuoco a Gaza. Scatterà alle 2 di venerdì 21 maggio 2021. L'accordo alla fine è stato trovato e il gabinetto di sicurezza israeliano Benjamin Netanyahu ha dato l'approvazione unilaterale con successivo ok da parte di Hamas. L'operazione militare nella Striscia di Gaza durava da 11 giorni.

 

 

Fonti di entrambe le parti, per tutta la giornata, hanno fatto filtrare rumor sulla propria disponibilità, seppur con distinguo e continuando a ventilare minacce. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riunito il gabinetto di sicurezza, pronto a votare a favore di un cessate il fuoco unilaterale che entrerà in vigore nelle prossime 24 ore e che Hamas si è detta disponibile a rispettare. La Casa Bianca ha accolto le notizie come "chiaramente incoraggianti"; il portavoce Jen Psaki ha sottolineato che l’amministrazione Biden ritiene che gli israeliani "siano nella posizione di iniziare a concludere le loro operazioni e certamente questo è ciò che abbiamo comunicato ed è ciò che ci aspettiamo che accada". I colloqui si sono svolti tramite più canali. In primis i servizi di intelligence egiziani e l’inviato delle Nazioni Unite in Medioriente, Tor Wennesland. I mediatori del Cairo sono in contatto diretto con la leadership di Hamas nella Striscia di Gaza, mentre Wennesland si è recato a Doha per incontrare i dirigenti di Hamas. E poi c’è stato il lavoro diplomatico europeo, con la visita del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, un colloquio tra il presidente palestinese Mahmoud Abbas e la cancelliera tedesca Angela Merkel, le dichiarazioni di quest’ultima secondo cui i contatti con il gruppo militante che controlla Gaza sono necessari "perché senza Hamas non c’è cessate il fuoco". E soprattutto c’è stato il pressing del presidente Usa Joe Biden sullo storico alleato. Hamas ha informato Hezbollah di acconsentire al cessate il fuoco con Israele da venerdì, mentre Israele avrebbe detto ai mediatori egiziani di sostenere una tregua a Gaza. Come parte del possibile accordo, secondo il New York Times, il gruppo militante palestinese dovrebbe fermare tutti i lanci di razzi contro le città di Israele, mentre quest’ultimo avrebbe chiesto lo stop allo scavo di tunnel, la cosiddetta "metro" di Hamas, usata per gli attacchi. In cambio dovrebbe fermare i bombardamenti sulla Striscia. L’accordo mirerebbe anche a includere fasi successive, compresa la restituzione dei corpi di due soldati e due civili israeliani detenuti da Hamas, e per contro il passaggio di merci e denaro a Gaza.

 

 

Ma le trattative non hanno fermato attacchi, raid e minacce. Secondo l’esercito israeliano tra le 7 del mattino e le 7 di sera più di 300 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza, 299 dei quali sono entrati in Israele e circa il 90% è stato intercettato; oltre 4mila quelli dall’inizio delle ostilità. Le vittime sarebbero almeno 232 tra i palestinesi, 65 delle quali bambini, 12 tra gli israeliani.