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Sofa gate, Von Der Leyen striglia Michel: "Non permetterò mai più una situazione simile"

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Primo incontro lunedì 12 aprile tra la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel dopo la visita ad Ankara della settimana scorsa, teatro del sofa-gate, l’incidente diplomatico che ha visto la presidente costretta a sedere su un divano, mentre Michel e Recep Tayyip Erdogan si accomodavano in poltrona. Alle 17, ha comunicato il portavoce capo della Commissione Eric Mamer, era in agenda "l’incontro settimanale tra la presidente della Commissione e quello del Consiglio".

 

 

Finora i due non si erano ancora parlati "semplicemente perché la presidente prima è andata in Giordania e poi, per la prima volta da Natale, è tornata a casa sua, per riposarsi un poco e rivedere la sua famiglia, che non vedeva dalla fine dell’anno scorso". "In questo contesto, ha privilegiato i rapporti con la sua famiglia, pur lavorando su alcuni dossier. Posso assicurare che la cooperazione tra la presidente e il presidente del Consiglio Europeo continuerà, nell’interesse dell’Ue e dei suoi cittadini", ha continuato il portavoce, precisando poi che le norme in Belgio permettono di recarsi all’estero per rivedere la propria famiglia

 

 

Michel e Von Der Leyen lunedì 12 aprile hanno discusso una serie di questioni topiche. Entrambi parteciperanno martedì 13 aprile "alla conferenza dei presidenti del Parlamento Europeo", riferisce un portavoce. I due presidenti nell’incontro di lunedì 12 aprile hanno discusso "il seguito della missione ad Ankara - spiegano fonti Ue - la presidente ha chiarito che non permetterà che una situazione simile si verifichi di nuovo". Una vicenda che aveva suscitato sin da subito un profondo sdegno tra i principali politici dell'Unione Europea. In questo senso anche il premier italiano Mario Draghi non aveva usato mezzi termini per definire Erdogan, giudicato come "dittatore". La Turchia dal canto suo aveva reagito con il richiamo dell'ambasciatore. L'auspicio è che tali situazioni non si verifichino più.