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Vaccini, nessuna correlazione tra Johnson & Johnson e trombosi secondo la Fda degli Usa

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Vaccini, non ci sarebbe "nessuna correlazione tra il siero Johnson & Johnson e i casi di trombosi". La Food and Drug Administration - massima autorità sanitaria degli Stati Uniti d'America - "non ha trovato una relazione causale" tra la vaccinazione con il siero J&J e i casi di trombosi. Lo riporta Reuters sul suo sito citando una comunicazione dell’ente regolatore per i farmaci negli Usa inviata via mail.

 

Secondo la nota, la "Fda è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue - a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue - dopo la somministrazione di J&J" e ha sottolineato "che queste condizioni possono avere molte cause diverse", precisando che continuerà a investigare. Intanto "Moderna porterà in Italia oltre 4 milioni di dosi nel secondo trimestre". E' quanto promette Dan Staner, vicepresidente e responsabile per l’area Europa, Medio Oriente e Africa dell’azienda americana in una intervista a La Repubblica.

 

E in merito alle varianti parla di "Vaccini di nuova generazione. Li stiamo sperimentando e potrebbero arrivare a ottobre. Abbiamo vari approcci, i test ci diranno quale sarà il migliore. Per quanto riguarda le persone non ancora immunizzate, potremmo somministrare un vaccino che copre la variante sudafricana, quella che ci sembra più insidiosa, oppure un vaccino che contiene un mix di antigeni: la spike del ceppo originario di Wuhan e le spike di alcune delle varianti più diffuse. Una strategia simile varrà anche per i già vaccinati. Per loro stiamo studiando tre opzioni per un ulteriore richiamo. Una prevede l’uso della spike originaria di Wuhan: pur non coprendo in modo diretto le varianti, una terza dose dovrebbe rafforzare l’immunità. Poi studiamo un vaccino con la spike della sudafricana. Il terzo approccio prevede un mix con le spike di Wuhan e delle varianti principali", ha spiegato.