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"Erdogan dittatore". La Turchia richiama l'ambasciatore dopo le parole del premier Draghi

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Draghi-Erdogan, si apre il caso diplomatico dopo le parole di ieri, giovedì 8 aprile del premier italiano in riferimento al sofagate di von der Leyen. Il presidente del Consiglio ha infatti definito il presidente turco "un dittatore" di cui però "si ha bisogno per collaborare" scatenando le proteste di Ankara, che ha quindi convocato l'ambasciatore italiano. "Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto", ha tuonato su Twitter il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, sulle dichiarazioni definite "impudenti" di Draghi.  "Il primo ministro nominato d'Italia ha superato il limite definendo come dittatore Recep Tayyip Erdogan che è stato eletto Presidente dal popolo turco con il 52%. Condanniamo fermamente questo stile che non ha posto nella diplomazia. Chi cerca un dittatore guardi alla storia d’Italia". Scrive su Twitter, il direttore delle Comunicazioni della Presidenza turca, Fahrettin Altun.

 

"Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire", ha detto ieri sera il premier Draghi in conferenza stampa, riferendosi all'episodio che ha visto la presidente della Commissione Europea rimanere senza sedia durante l'incontro avvenuto ad Ankara tra il presidente turco e i leader Ue. "La considerazione da fare - ha affermato Draghi scatenando l'ira dei turchi - è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio cooperare, uno deve essere franco nell'esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese". 

 

"In queste ore sto per sentire il presidente Draghi e poi coordineremo tutte quelle che sono le iniziative che si devono coordinare. Ovviamente non anticipo alcunché", ha commenta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di Dritto e rovescio su Retequattro.  “Solidarietà e stima per il Presidente Draghi, le intimidazioni e le discriminazioni del dittatore turco Erdogan sono inaccettabili”. ha detto il leader della Lega Matteo Salvini.