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Usa, auto contro poliziotti a Capitol Hill: morti un agente e assalitore. "Non sembra terrorismo"

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 Torna la paura a Washington. Poco meno di tre mesi dopo l’assalto del 6 gennaio al Campidoglio, un uomo si è lanciato con una berlina scura contro un posto di blocco a Capitol Hill investendo due poliziotti, poi è sceso dal veicolo brandendo un coltello e a quel punto è stato raggiunto da spari. Uno dei due agenti è morto, l’altro è rimasto ferito. Anche il conducente dell’auto è morto, in ospedale.

 

 

 

A seguito degli spari è scattato il lockdown al Campidoglio, dove non c’erano parlamentari perché il Congresso è in pausa. Minaccia dichiarata cessata dalla polizia circa un’ora dopo. L’episodio "non sembra essere legato al terrorismo, ma ovviamente continueremo a indagare per vedere se ci sia qualche tipo di nesso", ha detto in conferenza stampa Robert Contee, capo pro tempore del Metropolitan Police Department. Lo schianto dell’auto e la sparatoria sono avvenuti a un checkpoint di sicurezza solitamente usato da senatori e staff durante la settimana, a circa 90 metri dall’ingresso del Campidoglio dal lato del Senato, ma i parlamentari appunto non erano negli edifici.

 

 

La recinzione che bloccava il traffico dei veicoli nella zona era stata recentemente rimossa. Inizialmente entrambi gli agenti della Capitol Police erano rimasti feriti e sono stati portati in ospedale, ma qui uno dei due è morto per le ferite riportate. La speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, ha ordinato di abbassare a mezz’asta le bandiere del Campidoglio in onore dell’agente ucciso. Il presidente Usa, Joe Biden, aveva appena lasciato la Casa Bianca per Camp David quando sono avvenuti i fatti. Come d’abitudine, Biden viaggiava con un membro dello staff del Consiglio di sicurezza nazionale, a cui è affidato il compito di tenerlo aggiornato sui fatti. Al momento non sembrano esserci legami fra questo attacco e la rivolta del 6 gennaio, quando una folla di sostenitori di Donald Trump, alcuni dei quali armati, fece irruzione nel Campidoglio mentre il Congresso votava per certificare la vittoria di Joe Biden che lo ha portato alla presidenza degli Stati Uniti, con l’intento di ribaltare l’esito delle elezioni.