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Covid, nessun morto a Londra dopo sei mesi. Il Regno Unito vede la fine del tunnel

Julie Mary Marini
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Dopo mesi drammatici, migliaia e migliaia di morti e di ricoveri, milioni di ammalati, il Regno Unito sembra iniziare a vedere la fine del buio tunnel  Covid. Lunedì 29 marzo 2021 è una data che potrebbe entrare nella storia, visto che rappresenta il primo passo verso l'uscita dal severo lockdown, restrizioni difficili da accettare da parte di un popolo che da sempre considera fondamentali le libertà personali e sociali. Dopo tre mesi fine dell'obbligo di restare in casa. E' possibile incontrarsi all'aperto, al massimo in sei oppure appartenenti a due diversi nuclei familiari. Resta necessario osservare la distanza di sicurezza di due metri, evitare abbracci e attenzioni particolari. Ma è davvero molto rispetto alle scorse settimane.

La campagna di vaccinazione continua ad andare avanti ad alta velocità. Sono oltre 30 milioni i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose. Escludendo i più giovani, rappresentano oltre il 55% della popolazione del Paese. A 3 milioni e mezzo è stato somministrato anche il richiamo e i dati della pandemia sono incoraggianti. I positivi sono scesi notevolmente, anche se restano ancora tra i 4 e i 5mila al giorno. Considerato ancora più rassicurante il dato dei decessi: per la prima volta negli ultimi sei mesi zero morti nella capitale Londra, meno di venti (19) nel resto del Regno Unito. 

Le prossime settimane sono considerate decisive per svegliarsi definitivamente dall'incubo. Il governo vuole che i confini restino controllati e le uscite siano assolutamente limitate. Così come non sono stati ancora riaperti i negozi considerati non essenziali, in particolare pub e ristoranti. Se i dati positivi saranno confermati anche nei prossimi giorni, la riapertura è prevista per il 12 aprile, ma le regole saranno comunque molto severe almeno per altri due mesi. Intanto è di nuovo possibile anche dedicarsi allo sport, aspetto considerato fondamentale in tutta la Gran Bretagna. L'esecutivo, inoltre, pensa già al futuro e sta lavorando per dotarsi di milioni di dosi di vaccino per l'autunno, nella quasi certezza che sarà necessaria una nuova campagna. Inoltre nelle prossime settimane sarà alzato il livello di attenzione sulle possibili varianti. La Gran Bretagna riprende a respirare, ma pensa al futuro: non ha più intenzione di farsi trovare impreparata dal virus.