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Covid, rapporto Oms-Cina scagiona il laboratorio di Wuhan

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Lo studio congiunto dell'organizzazione mondiale della sanità e della Cina sulla genesi della pandemia Covid-19 scagiona il laboratorio di Wuhan. Molti osservatori a livello internazionale sospettavano infatti che il virus fosse uscito proprio da lì. Ma la ricerca congiunta accantona questa ipotesi. Uno studio arriva alla conclusione che la trasmissione del virus dai pipistrelli all'uomo attraverso un altro animale è lo scenario più probabile e che una fuga di dati dal laboratorio di Wuhan è "estremamente improbabile", secondo una bozza di copia ottenuta da The Associated Press.

I risultati sono stati in gran parte quelli previsti e hanno lasciato molte domande senza risposta. Il team ha proposto ulteriori ricerche in ogni area tranne l'ipotesi di fughe da laboratorio. La pubblicazione del rapporto è stata ripetutamente ritardata, sollevando dubbi sul fatto che la parte cinese stesse cercando di distorcere le conclusioni per evitare che la colpa della pandemia di coronavirus si abbattesse su Pechino. Un funzionario dell'organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che si aspettava che lo studio sarebbe stato pronto per la pubblicazione "nei prossimi giorni".

 

Sebbene siano ancora molti i punti da chiarire, tra i quali il passaggio del virus dall’animale all’uomo, il team di ricercatori impegnati nel rapporto ha però chiuso all’ipotesi della fuga del virus da un laboratorio di Wuhan, per mesi al centro dei sospetti. Il parente più prossimo del virus che causa il Covid-19 sarebbe stato trovato nei pipistrelli, che sono noti per trasportare i coronavirus. Tuttavia, il rapporto afferma che "la distanza evolutiva tra il pipistrello ed il virus del Sars-CoV-2 è stimata in diversi decenni, suggerendo un collegamento mancante". Il rapporto si basa in gran parte sulla visita recente di un team di esperti internazionali dell'Oms a Wuhan, la città cinese in cui il virus è stato rilevato per la prima volta al mondo, tra metà gennaio e metà febbraio 2020. Continuano gli accertamenti sul mercato ittico.