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Khashoggi, un delitto di Stato: speciale Atlantide su La7

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Stasera in tv, 1 marzo, su La7 lo speciale Atlantide dal titolo Khashoggi, un delitto di Stato. Andrea Purgatori a partire dalle ore 21.15 accompagna i telespettatori all'interno di una vicenda molto complessa e al tempo stesso drammatica sotto diversi punti di vista: il racconto della morte del giornalista Jamal Khashoggi e gli ultimi sviluppi del caso dopo le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Sarebbe stato il principe Mohammad bin Salman ad autorizzare l'uccisione del cronista.

Sul caso hanno indagato altri cronisti e le forze speciali, compresa la Cia e nel corso della puntata sarà analizzato anche il rapporto dell'intelligence americana. Negli Usa l'indagine fu fortemente voluta dall'allora presidente Donald Trump e a distanza di mesi ha portato alle conclusioni che sono state ufficializzate proprio da Biden. Per chiarire meglio la scelta americana che frena anche le ambizioni di Mohammad bin Salman, Purgatori presenterà la fidanzata del giornalista ucciso, Hatice Cengiz, ma si confronterà anche con Rula Jebreal da New York e Francesca Mannocchi dall’Iraq, dove tra l'altro è annunciata la visita di Papa Francesco. Per la ricostruzione dei fatti sarà mandato in onda anche un documentario di Martin Smith sul principe del petrolio bin Salman. Era il 2 ottobre 2018 quando un commando di 15 sauditi parti da Riad a bordo di due aerei privati, raggiunse la Turchia e all'interno del consolato di Instambul uccise e fece a pezzi Jamal Khashoggi, giornalista del Washington Post.

Un omicidio efferato che fu immediatamente condannato da ogni Paese del mondo. Il governo saudita inizialmente negò il coinvolgimento, poi dichiarò che era stata una operazione non autorizzata. L'esecutivo turco avviò le indagini, così come l'Onu che incaricò l'attivista francese Agnes Callamard, relatrice speciale sulle esecuzioni extragiudiziarie. Indagini che hanno portato ad una conclusione comune: l'uccisione di Khashoggi era una "esecuzione premeditata" con un chiaro collegamento a Mohammad bin Salman che però ha sempre negato di aver ordinato l'omicidio del giornalista.