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Congo, attacco a convoglio Onu: morto l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere

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L'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, è morto dopo l'attacco a un convoglio Onu avvenuto questa mattina, intorno alle ore 10.15. Insieme a lui la Farnesina ha confermato anche il decesso di un carabiniere. L’attacco al convoglio Onu è avvenuto vicino alla città di Goma. A quanto risulta l'attacco era parte di un tentativo di sequestro, secondo quanto reso noto dal Virunga National Park. Diversi gruppi armati operano nella zona di Virunga, al confine tra Congo, Ruanda e Uganda, nell’est del paese. Ad effettuarlo un gruppo terroristico con l'uso di armi leggere.

 

"L’ambasciatore e il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo", fa sapere il ministero degli Esteri. Si teme ora anche per una terza vittima italiana, su cui sono in corso delle verifiche. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha subito espresso - in una nota - il suo "immenso dolore", dopo aver appreso la notizia mentre era al Cae di Bruxelles. A breve interverrà alla riunione esprimendo pubblicamente il suo cordoglio davanti ai colleghi Ue.

 

La missione Onu Monusco è stata prorogata di un anno lo scorso dicembre. Istituita con la risoluzione 1925 del Consiglio di Sicurezza Onu, la missione è operativa dal primo luglio 2010. A dicembre del 2020, in vista della scadenza, le Nazioni Unite l’hanno prorogata di un anno, ma nel quadro di un progressivo disimpegno dal Paese. La missione conta su 17.467 operativi, di cui oltre 12mila sono truppe e quasi tremila civili. Pakistan, India e Bangladesh sono i Paesi che contribuiscono maggiormente al contingente militare. Immediate anche le dichiarazioni di vicinanza e cordoglio di diversi esponenti politici, con Fiano (Pd) che ha chiesto a Di Maio di riferire quanto prima in Parlamento sull'accaduto.