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Israele supera il 45% dei vaccinati. Istituito il passaporto interno, ma c'è il rischio di falsificazione

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Quasi un cittadino su due vaccinato almeno con la prima dose di farmaco anti Covid. E' il dato che arriva da Israele dove le somministrazioni sono già al 45.3%. Sono oltre 4 milioni (per l'esattezza 4.138.000) quelli che hanno ricevuto almeno una inoculazione e al 30.2% della popolazione è stata somministrata anche la seconda dose. Nella giornata di ieri, mercoledì 17 febbraio, le iniezioni sono state 135 mila: 61 mila relative alla prima dose, 74 mila alla seconda. Un dato che ha rilanciato una campagna che negli ultimi giorni era andata un po' in affanno. 

Il passaporto - Per ogni cittadino considerato completamente immunizzato, è previsto quello che è stato chiamato Green pass. In base alle disposizioni governative, permette, a partire dalla giornata di domenica 20 febbraio, di poter frequentare le palestre, le piscine, gli hotel e tanti altri luoghi. Ma non sono mancate le polemiche. Non per aver previsto un documento del genere, ma perché secondo alcuni media è facilmente falsificabile. Il Green pass israeliano è scaricabile dal sito del ministero della Sanità, da quello della Cassa mutua oppure da una apposita applicazione. 

Calo delle infezioni - L'intensificazione della campagna vaccinale e i provvedimenti restrittivi che sono stati ordinati nelle ultime settimane, continuano a dare risultato: calano le nuove infezioni. Stando ai dati del ministero della Sanità, nelle ultime 24 ore sono stati poco più di 4 mila (per l'esattezza 4.076) i nuovi casi, rispetto ai 64mila tamponi effettuati. La percentuale di positività è quindi del 6.6% ed è considerata la più bassa dal mese di gennaio. Diminuisce anche il numero dei malati gravi che risultano essere 928 e anche in questo caso si tratta del dato più basso da circa un mese. Insomma Israele sembra sulla strada giusta e non a caso il lockdown sta continuando gradualmente ad essere allentato.