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"Vaccino iniettato al 70% della popolazione entro giugno": la convinzione della Ue

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L'Unione Europea nonostante i ritardi delle cause farmaceutiche, è convinta che entro l'estate i Paesi membri potranno vaccinare il 70% della popolazione adulta. Un obiettivo considerato alla portata e comunque da cercare di centrare. Lo ha dichiarato Sandra Gallina, direttrice generale per la Salute alla Commissione europea, incaricata dei negoziati sui vaccini contro il Covid 19. Ha spiegato che "abbiamo acquistato tutte le dosi che erano disponibili. Ciò che compriamo è una dose consegnata entro un momento programmato. Qui sta l'intera questione, bisogna che le aziende consegnino entro i tempi per cui si sono impegnate". Gallina ha precisato che l'Ue si aspetta di ricevere 400 milioni di dosi di farmaci entro la fine del mese di giugno". 

In Italia intanto c'è moderata soddisfazione sull'andamento della campagna vaccinale. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook ha ringraziato le donne e gli uomini del Servizio Sanitario Nazionale per aver raggiunto il traguardo di due milioni di dosi di vaccino somministrate sino ad oggi. Soddisfazione viene espressa anche da Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, che sottolinea ancora una volta che l'Italia è il primo Paese in Europa per numero di vaccini somministrati. Sono 620 mila i cittadini che hanno già effettuato anche il richiamo contro i 400 mila della Germania.

Intervenendo a Radio Immagina del Partito Democratico, Boccia ha spiegato che "è solo un punto di partenza ma dà il senso che, a vaccini disponibili, il nostro Paese ha fatto tutto quello che era possibile; è evidente, però, che quando c’è un programma europeo così ampio i numeri devono essere rigorosamente rispettati dalle aziende produttrici che hanno sottoscritto i contratti con la Commissione europea”. In definitiva viene data la certezza che la struttura italiana funziona e che ora il problema è soltanto legato al numero dei farmaci che vengono consegnati.