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Regno Unito, corsa al vaccino: già 7.5 milioni di dosi somministrate. L'obiettivo è raddoppiare entro metà febbraio

Giuseppe Silvestri
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E' il momento più difficile dall'inizio della pandemia da Covid 19 per il Regno Unito. I dati continuano ad essere drammatici. L'ultimo ufficializzato è di altri 1.725 decessi contro i 1.631 della giornata di ieri, martedì 26 gennaio. Il totale delle vittime sale dunque a 103 mila. I nuovi contagi sono invece oltre 25 mila, ma sono stati effettuati ben 600 mila test in un giorno. Dall'inizio della pandemia i positivi sono stati 3.75 milioni. Ma iniziano ad arrivare anche notizie incoraggianti. Intanto fanno effetto le misure di lockdown: stanno diminuendo i ricoveri.

Inoltre un altro dato impressionante è quello dei vaccini: sono giù circa 7.5 milioni tra prima dose e richiami. La Gran Bretagna sta tenendo un ritmo altissimo con l'obiettivo di arrivare a 15 milioni di cittadini vaccinati entro la metà di febbraio. La campagna sta andando avanti dando la precedenza ad alcune categoria in particolare: ospiti e dipendenti delle case di cura; persone con una età superiore agli ottant'anni e operatori sanitari; anziani che hanno oltre 75 anni e tutti i cittadini di età pari oppure inferiore ai 70 anni considerati clinicamente vulnerabili. Secondo alcuni osservatori internazionali il Regno Unito ha tenuto una strategia rischiosa: distanziare la somministrazione di prima e seconda dose anche oltre dodici settimane una dall'altra, con l'obiettivo di immunizzare - seppur parzialmente - il numero più alto di cittadini. 

Soltanto nelle prossime settimane si comprenderà se la scelta è giusta oppure azzardata, ma di certo c'è che il Regno Unito sta seguendo un ritmo molto alto. Oltre mezzo milione di cittadini hanno già ricevuto la seconda dose. Nella giornata di venerdì scorso in sole 24 ore sono state somministrate più di 340 mila fiale e la sanità inglese vuole procedere a 2.5 milioni di somministrazioni a settimana. Il vantaggio non è soltanto per la Gran Bretagna, ma anche per il resto dell'Europa. Astrazeneca, infatti, ha spiegato che appena il numero delle vaccinazioni nel Regno Unito sarà ritenuto sufficiente, gli stabilimenti di produzione britannici saranno utilizzati per rifornire i paesi dell'Ue