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Usa, Donald Trump perde i pezzi. L'alleato William Barr lo stronca: "Nessuna indagine speciale sulle elezioni"

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Donald Trump è ormai sempre più solo nella contestazione alle presidenziali Usa che hanno decretato la vittoria di Joe Biden. Il ministro della Giustizia Usa William Barr ha rotto infatti definitivamente con il presidente e afferma che "non ci sono ragioni" per nominare un procuratore speciale che sovrintenda all’indagine in corso su Hunter Biden e per lanciare un’inchiesta sulle accuse di frodi elettorali denunciate dal presidente Usa. Nel corso di una conferenza stampa, Barr ha spiegato di non ritenere che vi siano motivi per intromettersi nell’indagine sul figlio del presidente eletto e sui suoi presunti affari illeciti con l’Ucraina e la Cina. "Non ho in programma di farlo prima di andarmene", ha detto Barr, che considera l’attuale indagine su Hunter Biden "gestita in maniera responsabile e professionale" dai magistrati del Deleware che se ne stanno occupando.

 

 

Quanto all’indagine speciale sulle presunte frodi elettorali, come richiesta da Trump, il ministro uscente ha spiegato che l’avrebbe ordinata se l’avesse ritenuta necessaria. "Ma non l’ho ritenuto e non lo farò", ha detto, aggiungendo che "non ci sono le basi" per sequestrare le macchinette elettorali usate per le presunte frodi, come invece richiesto dal presidente Usa. Le parole di Barr, che lascerà mercoledì il suo incarico, sono destinate a segnare un solco ancora più profondo tra lui e Trump, del quale fino a poche settimane fa era considerato uno degli alleati più fedeli