Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Patrick Zaki, dal carcere dell'Egitto lettere ai familiari: "Il mio stato mentale non va bene, mi manca la mia casa"

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Continuano a preoccupare le condizioni di Patrick Zaki, lo studente dell'università di Bologna detenuto in Egitto. "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per lo stato di salute fisica e mentale di Patrick Zaki", scrivono familiari e amici dell’attivista in un post pubblicato sulla pagina Patrick Libero di Facebook dopo che lo studente arrestato lo scorso febbraio durante una visita ai genitori in Egitto ha consegnato ai familiari due diverse lettere, una scritta e datata 22 novembre e una scritta proprio sabato 12 dicembreZaki chiede "un anti dolorifico forte e preparati per riuscire a dormire meglio".

 

 

"Il mio stato mentale non va molto bene. Continuo a pensare all’università e all’anno che ho perso senza nessuno che ne comprenda la giustificazione. Mi manca la mia casa, le strade e l’università (di Bologna, ndr)", scrive inoltre, denunciando come la recente decisione delle autorità di estendere la sua carcerazione di altri 45 giorni sia "deludente e come al solito priva di ragionevoli motivazioni". "Ho passato in carcere troppo tempo e ogni giorno si fa più pesante. Ho perso la speranza di dare esami per il secondo semestre di fila e questa è una delle principali questioni che mi preoccupano costantemente", scriveva il 22 novembre. "Dal contenuto delle lettere è chiaro che le condizioni mentali non sono buone - hanno scritto i familiari - e che è estremamente deluso e stressato e soffre di insonnia. Inoltre il suo mal di schiena è molto preoccupante perché si sta aggravando. Chiediamo il suo rilascio immediato prima che le sue condizioni di salute si aggravino ulteriormente".