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Covid, la strage dei visoni. Casi positivi anche in Italia. Gli animalisti: "La politica vieti gli allevamenti" | Video shock e raccolta firme

Giuseppe Silvestri
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* IL COVID MUTATO NEI VISONI (3a puntata)  

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L’Europa. Il primo Paese a prendere sul serio il nuovo allarme del Covid 19 mutato nei visoni, è stato il Regno Unito che ha subito introdotto la quarantena per chi arriva dalla Danimarca. Maggiore cautela da parte della Norvegia. Va ora compreso come agiranno gli altri Paesi in cui sono presenti importanti allevamenti di visoni. La Polonia ha oltre 1.100 aziende e produce ogni anno quasi otto milioni di pelli. Terzo produttore mondiale i Paesi Bassi: 5.5 milioni. Poi Grecia (1.8), Lituania (1.5) e Lettonia (770mila) (dati 2017). Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità sei Paesi hanno segnalato la presenza di Covid negli allevamenti: Danimarca, Olanda, Spagna, Svezia, Italia e Stati Uniti.

L’Italia. La vicenda danese ha fatto riesplodere il caso visoni anche in Italia. Ormai sono rimaste una decina le aziende del settore. Da anni alcune associazioni animaliste sono in trincea affinché anche nel nostro Paese venga vietato allevare animali da pelliccia, una posizione che è stata spesso condivisa da diversi partiti (prima del voto), ma che non si è ancora trasformata in legge. La Lav ha pubblicato video provenienti da un allevamento del nord Italia. Sostiene che già ad agosto nel nostro territorio sono stati documentati i primi casi di visoni positivi al Covid. Secondo l’associazione nella pratica quotidiana le norme vengono violate. Gli allevamenti a suo avviso “andrebbero definitivamente chiusi, oltre ad arrecare grave sofferenza agli animali, ora sono anche serbatoi di Covid”. La Lav sostiene con forza che il virus si stia diffondendo anche tra i visoni degli altri Paesi. “L’uomo è la fonte primaria di introduzione del Covid che trova condizioni particolarmente favorevoli e si replica in maniera efficiente tra gli animali, muta il proprio genoma e compie di nuovo il salto di specie infettando le persone". Ma in Italia il governo e le regioni continuano ad ignorare che gli allevamenti “possono essere bombe ad orologeria”. L'associazione ha avviato una raccolta firme per chiedere al ministro della salute, Roberto Speranza, l’immediata chiusura degli allevamenti italiani. Ed ha pubblicato un video di quanto accade in una struttura italiana.

Altrettanto dura la posizione dell’associazione Essere Animale che annuncia una mobilitazione per fare pressing sul governo e chiedere con urgenza la chiusura degli allevamenti di visoni: dal 2013 sostiene che in Italia dovrebbe essere vietato far crescere e vendere animali per la realizzazione di pellicce. "Fino al 15 novembre - scrive l'associazione - entreremo in azione per fare pressione sul Governo. Ci faremo sentire dai politici, scriveremo sui social e utilizzeremo tutti i mezzi che abbiamo per chiedere a gran voce la chiusura degli allevamenti di visoni anche in Italia" (clicca qui per le iniziative di Essere Animali). Un'emergenza mondiale drammatica come quella del Covid 19 sarà in grado di far comprendere alla politica italiana che è arrivata l'ora di fermare questi inutili massacri? (3a puntata - Fine).