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Covid, la strage dei visoni: virus mutato. Primi contagi umani a giugno. I casi sono già oltre 200. Il rapporto, gli studi e la paura per il vaccino

Giuseppe Silvestri
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* IL COVID MUTATO NEI VISONI (1a puntata)

Sterminare i visoni. Ucciderli tutti il più velocemente possibile per scongiurare l'ipotesi che si diffonda la mutazione del Covid, avvenuta con la trasmissione dall'uomo agli animali, le modifiche del virus e il nuovo passaggio dai visoni agli esseri umani. Nella giornata di mercoledì 4 novembre la prima ministra della Danimarca, Mette Frederiksen, in una conferenza stampa urgente ha fatto il punto della situazione, annunciato la decisione dell'abbattimento di circa 15-17 milioni di capi, sottolineato il drastico lockdown per alcuni comuni dello Jutland settentrionale, dove dodici persone erano risultate infettate dal Covid mutatoKåre Mølbak, direttore dello Statens Serum Institut del Ministero della salute, ha tratteggiato lo scenario peggiore: il rischio che il Paese diventi il teatro di una nuova pandemia, una seconda Whuan. Il grande timore è che il "nuovo virus" renda ancora più complesso o addirittura inutile il lavoro che tutto il mondo sta portando avanti sul vaccino. Una prospettiva drammatica, su cui la Danimarca non vuole correre il minimo rischio. Da qui la scelta di procedere con lo sterminio di massa degli animali, nonostante il notevole danno economico. La Danimarca, infatti, è la principale produttrice al mondo di pelli: circa 18 milioni l'anno in oltre 1.500 allevamenti, per un valore nelle esportazioni che supera il miliardo di euro (dati Fur Europe, Espresso 2017). 

Le infezioni. Già nel mese di giugno erano stati riscontrati i primi contagi negli allevamenti. Inizialmente la vicenda è stata valutata con cautela, ma sono stati avviati gli abbattimenti. Poi l'allarme è cresciuto ed è esploso quando "dodici persone sono risultate contagiate dalla mutazione Covid". Era stato questo il dato comunicato mercoledì in conferenza stampa, quando il governo ha annunciato le drastiche decisioni dell'abbattimento e l'istituzione di una vasta zona rossa. Ma nel documento ufficiale pubblicato dallo Staten Serum Institut, si parla di dati diversi, per l'esattezza il Covid da visone è stato rilevato "in 214 persone tra 5.102 campioni che sono stati completamente sequenziati". Duecento nella regione dello Jutland settentrionale. Il rapporto spiega anche che fino ad ora l'infezione è stata rilevata in 216 allevamenti, nonostante "gli intensi sforzi delle autorità" per limitarla. E si conclude con un passaggio inquietante sulle possibili conseguenze. Il cittadino deve essere preoccupato? "Il virus mutato non è più pericoloso di altri virus o più contagioso. Tuttavia, se si diffonde in Danimarca o a livello internazionale, potrebbe potenzialmente avere gravi conseguenze per l'effetto protettivo dei futuri vaccini. Il modo migliore per sbarazzarsi di questa variante è generalmente rallentare la diffusione dell'infezione. Ciò è particolarmente vero nello Jutland settentrionale, dove le varianti di visone sono più diffuse, ma anche in altre nel resto del Paese".

Il virus mutato. Sempre stando al rapporto dello Staten Serum Institut, fino ad ora in Danimarca sono stati scoperti cinque diversi gruppi o cluster di varianti di visone Covid (1-5). La più discussa è la 5, trovata in altrettanti allevamenti e nelle dodici persone contagiate. E' risultata meno sensibile agli anticorpi negli esperimenti svolti in laboratorio. Quella, insomma, che giustifica i timori sul futuro vaccino. Cosa accadrebbe se si diffondesse in maniera decisa? Nel cluster 1 non sono state individuate prove di ridotta suscettibilità agli anticorpi, mentre  2, 3 e 4 sono ancora nella fase dei test e serviranno settimane per completare gli studi (ampio servizio tabloid danese Ekstra Bladet). Intanto in Danimarca lo sterminio è iniziato. (1a puntata - continua).