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Usa, Trump riduce le truppe militari in Iraq e Afghanistan. E sogna il Nobel per la pace

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Nuova mossa elettorale di Donald Trump, deciso a dimostrare di aver mantenuto la promessa di portare gli Usa fuori dalle «guerre senza fine». In vista delle presidenziali di novembre, il presidente in cerca di un secondo mandato annuncia tramite il comandante del Comando centrale Usa, il generale Frank McKenzie, che migliaia di militari saranno ritirati da Iraq e Afghanistan entro novembre. Il generale ha parlato della riduzione da 5.200 a 3mila militari in Iraq, esprimendo fiducia nella capacità delle forze di sicurezza locali, addestrate dagli Usa, di gestire la minaccia dello Stato islamico. In Afghanistan, il numero di militari entro novembre calerà a 4.500, ha aggiunto, dopo che a giugno era sceso a 8.600 e nell’ambito dei colloqui con i talebani per la pace. In entrambi i casi, il ritiro delle truppe avverrà prima del voto del 3 novembre.

La campagna elettorale di Trump si tiene lontana dai temi per lui scivolosi o dannosi, come la controversa gestione della pandemia del Coronavirus, e cerca di puntare su quelli che più possono far presa sull’elettorato. Come la promessa di «legge e ordine» contro i dimostranti che chiedono la fine del razzismo sistemico, legati al movimento Black Lives Matter, o come questa promessa di tirare via gli Usa dalle infinite guerre oltremare. Inoltre il deputato norvegese di estrema destra Christian Tybring-Gjedde ha annunciato di averlo nominato per il premio Nobel per la pace per il suo ruolo nell’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, con cui vengono normalizzate le relazioni. «Non importa come Trump agisca in patria o che cosa dica alle conferenze stampa, ha decisamente una possibilità di ottenere il Nobel», ha detto il norvegese, mentre la segreteria per la stampa della Casa Bianca ha parlato di una nomina «duramente guadagnata e un onore meritato». Tybring-Gjedde non è nuovo all’iniziativa: nel 2018 aveva già nominato Trump per il tentativo di riconciliare Corea del Nord e del Sud. Nel 2009 il riconoscimento andò al suo predecessore democratico Barack Obama, per l’impegno per «pace e sicurezza di un mondo senza armi nucleari».