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Cacciano e mangiano una marmotta in Mongolia, uno muore di peste bubbonica

Pietro Paolo Savini
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La notizia arriva il 14 luglio 2020 dalla Mongolia. Tre ragazzi hanno mangiato una marmotta dopo averla cacciata insieme e cucinata. Poi sono stati colti da forti malori e uno dei tre è morto. Gli accertamenti medici hanno scoperto che il ragazzo aveva contratto una forma fulminante di peste bubbonica. La notizia è stata riportata dall'agenzia cinese Xinhua che cita come fonte il Centro nazionale mongolo delle malattie zoonotiche (Nczd) . Il ragazzo, del quale non è stata resa nota l'identità, avrebbe manifestato febbre alta proprio dopo aver mangiato la carne della marmotta. Il governo della Mongolia, appresa la notizia, ha disposto la messa in quarantena di tutte le persone venute a contatto con il gruppo dei tre ragazzi e ben cinque distretti della stessa provincia (il fatto è accaduto nell'area meridionale della Gobi-Altai) sono stati dichiarati in lockdwon per una settimana.

Non è la prima volta che, anche recentemente, proprio in Mongolia e nell'area cinese a ridosso della Mongolia, accadono fatti del genere. Le autorità cinesi hanno intensificato le precauzioni dopo che una città nella regione autonoma della Mongolia interna aveva confermato il 6 luglio scorso un caso di peste bubbonica. Secondo le autorità il paziente di Bayannur - un pastore - è in quarantena e in condizioni stabili. I funzionari hanno detto che stanno indagando su un secondo caso sospetto, secondo il ’Global Times’ cinese. La peste bubbonica era una volta la malattia più temuta al mondo, ma ora può essere facilmente curata con antibiotici, ricorda la Bbc online. Il primo caso è stato segnalato in un ospedale di Urad Middle Banner, nella città di Bayannur. Non è ancora chiaro come o perché il paziente possa essere stato infettato. Il secondo caso sospetto riguarda un quindicenne che apparentemente era venuto in contatto con una marmotta cacciata da un cane, secondo un tweet del Global Times. Un allarme di livello 3, che proibisce la caccia e il consumo di animali che potrebbero portare la peste e invita il pubblico a denunciare casi sospetti, è stato diramato fino alla fine dell’anno in molte aree della CIna a ridosso della Mongolio e anche nella Mongolia stesa. Se non trattata, oggi la malattia - che di solito viene trasmessa dagli animali all’uomo dalle pulci - ha un tasso di mortalità del 30-60%. I sintomi della peste comprendono febbre alta, brividi, nausea, debolezza e linfonodi ingrossati su collo, ascella o inguine. Nel maggio dell’anno scorso due persone in Mongolia sono morte a causa della peste, contratta dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta.

Pietro Paolo Savini