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Coronavirus, corsa alle armi negli Usa. A marzo ne sono state vendute quasi 2 milioni

Nicola Uras
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Strade vuote e lunghe file per entrare nei negozi di armi. Succede nella gran parte delle città degli Usa, soprattutto lungo la costa occidentale. Ormai da un mese è un rito giornaliero: in tutto marzo sono stati venduti quasi 2 milioni di armi da fuoco negli Stati Uniti. I negozi, abituati a normali flussi di persone, si sono ritrovati con file di 50-100 persone fuori dalle loro porte e scaffali svuotati durante l'emergenza Coronavirus (i dati del contagio in Usa, clicca qui). Acquirenti che si sono riversati nei negozi nonostante l'ordine di restare a casa emesso dalle autorità. Il timore è che l'epidemia porti alla disintegrazione dell'ordine pubblico con furti, saccheggi, omicidi (la paura di Clio Make Up, clicca qui). Intanto i lobbisti fanno pressing perché le armi vengano considerate beni di prima necessità. E anche per i sostenitori del gun control la scelta è difficile: fermare la filiera significa alimentare il mercato nero e quindi diminuire i controlli su vendite e acquirenti.