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Primo caso di coronavirus cinese negli Usa. Controlli anche in Italia, sale l'allerta all'aeroporto di Roma

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Mauro Barzagna
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A un uomo nello stato di Washington in arrivo all'aeroporto di Seattle è stato diagnosticato il misterioso virus che dal mese scorso miete vittime in Cina. Lo ha scritto il Washington Post citando fonti governative. Il paziente è diventato il primo caso confermato negli Stati Uniti di coronavirus, malattia che ha ucciso almeno sei persone e ne ha contagiate altre centinaia, per quanto le ultime notizie parlino di 1.500 casi. L'uomo di circa trent'anni è ricoverato al Centro medico regionale della Provvidenza di Everett ed è in condizioni stabili. Era arrivato negli Usa la scorsa settimana, prima che i funzionari sanitari federali iniziassero a sottoporre a visite i viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan e atterrati negli aeroporti internazionali di Los Angeles, San Francisco e John F. Kennedy di New York. Si tratta di una misura senza precedenti dall'epidemia di Ebola del 2014. Massima allerta e controlli anche in Italia. All'aeroporto di Fiumicino dal 23 gennaio saranno in funzione gli scanner per il controllo della temperatura corporea dei viaggiatori. Proprio giovedì, infatti, è previsto il prossimo volo diretto dalla città cinese di Wuhan, focolaio del virus, allo scalo romano e il ministero della Salute ha predisposto l'attivazione di un canale sanitario.