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Legge di Bilancio, salgono le tasse sulle sigarette: quanto costerà il pacchetto da 20

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Sono tante le novità sul fronte fiscale contenute nella Legge di Bilancio varata dal Consiglio dei ministri. Tra queste vengono detassate le mance ai camerieri: nelle strutture ricettive e negli esercizi commerciali che offrono servizi di somministrazione di pasti o bevande, "le somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità costituiscono redditi da lavoro dipendente e, salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono soggette a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento, entro il limite del 25 per cento del reddito percepito nell’anno per le relative prestazioni di lavoro". Salgono invece le accise sulle sigarette, costituite da "un importo specifico fisso per unità di prodotto, determinato, per l’anno 2023 in 36 euro per 1.000 sigarette, per l’anno 2024 in 36,50 euro per 1.000 sigarette e, a partire dall’anno 2025, in 37 euro per 1.000 sigarette". In pratica il pacchetto da 20 sigarette costerà circa 72 centesimi in più.

 

 

Al testo unico delle imposte sui redditi si aggiungono "le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività" non inferiori complessivamente a 2 mila euro nel periodo d’imposta. Vengono però prorogate per il 2023 le agevolazioni per l’acquisto della prima casa per gli under 36. Lo stop all’Iva per i generi di prima necessità, come pane, latte e pasta, non ha invece trovato spazio nella legge di bilancio.