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Caro prezzi, Coldiretti: "I produttori devono vendere 4 chili di pere per comprare un caffè. Aziende in crisi"

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Secondo gli studi Istat il mese di ottobre ha fatto  registrare un'inflazione shock. Dati che vengono confermati dalla vita reale, come sostiene Coldiretti. Crescono i prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari nel carrello con aumenti che vanno dal +6,5% per la frutta fino al +25,1% per le verdure ma è crisi profonda nei campi dove bisogna vendere 4 chili di mele per comperare un caffè. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti. Con l’inflazione record cresce - denuncia la Coldiretti - la forbice dei prezzi tra produzione al consumo con aumenti da 3 o 5 volte dal campo alla tavola e gli italiani che sono costretti a tagliare gli acquisti mentre le aziende agricole non riescono neanche a coprire i costi. Per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi nel carrello della spesa gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 del 9% in quantità rispetto allo scorso anno, ai minimi da inizio secolo, secondo l’analisi di Coldiretti

Coldiretti evidenzia peraltro che più di una azienda agricola su 10 (11%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo, secondo il Crea. Infatti oltre ai danni provocati dai cambiamenti climatici che hanno tagliato i raccolti, i bilanci delle aziende sono messi a rischio da rincari di ogni tipo - continua la Coldiretti - dal riscaldamento delle serre ai carburanti per la movimentazione dei macchinari, dai fitofarmaci ai fertilizzanti, con spese più che raddoppiate, fino agli imballaggi, con gli incrementi che colpiscono dalla plastica per le vaschette, le retine e le buste (+70%), alla carta per bollini ed etichette (+35%) fino al cartone ondulato per le cassette (+60%), stesso trend di rincari per le cassette in legno (+60%).

"Bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione i per salvare aziende e stalle - afferma il presidente della ColdirettiEttore Prandini nel sottolineare che - occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”. Una situazione estremamente complessa che il nuovo governo è chiamato ad affrontare con la massima urgenza.