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Commercio, l'allarme di Sangalli: "Rischiano di chiudere 120mila imprese. In ballo 370mila posti di lavoro"

Pietro De Leo
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Arriva un allarme sull’andamento dell'anagrafe delle imprese, alla luce del caro energia e materie prime. A lanciarlo è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Da qui alla metà del 2023 – ha detto - secondo le nostre stime, almeno 120 mila piccole imprese potrebbero cessare l’attività con la perdita di oltre 370 mila posti di lavoro. Sono emergenze che si sommano alla debolezza strutturale della crescita e dei consumi, unita a una eccessiva pressione fiscale, che caratterizza la nostra economia”.

Nello specifico, secondo il presidente dell’associazione, “tre sono le grandi emergenze che il nuovo governo si troverà ad affrontare da subito, anche in raccordo con l’Europa: fronteggiare il dossier energetico, contenere l’inflazione e contrastare il pericolo recessione”. Per fronteggiarle, “servono interventi strutturali, a cominciare dal cosiddetto ‘energy recovery fund’, dalla fissazione di un tetto al prezzo del gas e dalla revisione dei meccanismi e regole di formazione del prezzo dell’elettricità. Dunque, subito occorre sostenere le imprese sul versante del costo insopportabile delle bollette. Ma occorrono anche interventi mirati e più robusti sul cuneo fiscale e contributivo, detassando gli aumenti dei rinnovi contrattuali e rafforzando le misure in tema di credito alle imprese”.

Quella del numero uno di Confcommercio è una diagnosi che tiene conto dei problemi endemici con cui il nostro sistema produttivo si trova a fare i conti, a partire dall’eccessiva tassazione sul lavoro e l’enorme carico burocratico sulle imprese. Difetti che, come noto, costituiscono un freno alla competitività e alla produttività, oltreché un muro per l’attrattività nei confronti degli investimenti stranieri. Al di là dei vincoli di bilancio, quello della semplificazione, secondo il principio di “meno Stato” è un obiettivo che si può affrontare sin da subito, introducendo il principio delle “autorizzazioni ex post”, che farebbe risparmiare su tempistiche e procedure.