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Pensioni, a ottobre scatta l'aumento: ecco di quanto, a chi e perché

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Pensioni, in arrivo l'aumento. Lo stabilisce una norma del Decreto Aiuti bis che è stato approvato il 4 agosto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9. Il Decreto legge dovrebbe aiutare a contrastare l'aumento del costo della vita e stabilisce che la rivalutazione delle pensioni prevista per il 2023, venga anticipata dal primo ottobre, Un aumento di due punti percentuali. La rivalutazione dell’importo delle pensioni per adeguarle all’inflazione è definito perequazione e viene applicata il 1° gennaio di ogni anno. La percentuale era dell'1.7% un tasso provvisorio visto che quello definitivo è stato valutato nell'1.9%. La differenza dello 0.2% doveva essere applicata come conguaglio da gennaio 2023, ma il Decreto aiuti bis ha anticipato anch'essa al primo ottobre. 

Nel complesso sono quindi due le misure che porteranno all'aumento delle pensioni a partire dal mese di ottobre: l'anticipo del conguaglio della perequazione 2021 pari allo 0,2% e anticipo della perequazione 2022 del 2%. La percentuale della rivalutazione delle pensioni a ottobre sarà del 2%, per passare al 2,2% dalla pensione di novembre. La rivalutazione delle pensioni si applica a tutti i trattamenti pensionistici. 

Si applica inoltre alle pensioni dirette e a quelle ai superstiti (pensione di reversibilità e pensione indiretta). L’aumento, però, non si applica allo stesso modo per tutte le pensioni, ma dipende dalle fasce di reddito. In particolare, viene applicata la rivalutazione al: 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (corrispondente a 523,83 euro); 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo; 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo. Il Decreto prevede che l'aumento sarà riconosciuto qualora il trattamento mensile sia complessivamente inferiore a 2.692 euro. Superata tale soglia non si applicherà nemmeno la rivalutazione ridotta al 75%.