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Vino Chianti verso una super vendemmia, ma i prezzi aumentano. I produttori chiedono aiuto alle banche

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Il Chianti "respira" e guarda al futuro con un pizzico di ottimismo. Un grido di allarme per l'aumento dei costi di energia e materiali (+10%), ma anche uno sguardo positivo con la fine delle restrizioni per il Covid e la prossima vendemmia che potrebbe riportare la produzione intorno agli 800 mila ettolitri, dopo cinque anni di calo. E' quanto emerso dal mondo produttivo del Chianti in occasione dell'assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti che si è svolta nella sede di Confartigianato Firenze. "Questa situazione con alti costi per l'energia e per i materiali, come bottiglie, sughero e imballaggi, sta indubbiamente portando problematiche alle aziende", ha detto il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, nella sua relazione ai soci. "Abbiamo calcolato un rincaro di circa il 10% sui prezzi che sta frenando il mercato del vino e questo non è certo di buon auspicio visto che tra pochi mesi siamo in vendemmia e questa situazione porta molti pensieri", ha aggiunto.

"Fare degli aumenti di costi sullo scaffale del 10% è improponibile - ha continuato Busi - anche il prodotto sfuso è aumentato da 130 euro a ettolitro fino a 180-200 a ettolitro. E' impensabile che il mercato possa accettare un prezzo così elevato". Per non frenare le vendite, quindi, le aziende assorbono i rincari, ma rischiano pesanti ripercussioni sulla propria liquidità. Per questo il presidente del Consorzio ha lanciato un appello e una richiesta di aiuto al sistema bancario affinché "possa dare una mano per traghettare le aziende fuori da questo momento".

Se da una parte c'è il problema dei prezzi, dall'altra però il mondo si sta riaprendo dopo oltre due anni di pandemia. Durante l'emergenza pandemica il Chianti ha visto aumentare notevolmente le vendite, grazie soprattutto alla spinta proveniente dalla grande distribuzione. "Significa che la gente apprezza il Chianti e quindi il graduale ritorno alla normalità porterà una nuova crescita del mercato - ha sottolineato Busi - Anche le aziende enoturistiche stanno vedendo una ripresa, il turismo è in crescita in tutte le zone del Chianti con tantissimi turisti che chiedono di fare tour delle cantine e degustazioni. Senza restrizioni - ha concluso - è chiaro che si marcerà più velocemente".