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Lavoro, il ministro Orlando: "Aiutare subito i salari poveri, poi abbassare le tasse"

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Aiutare il lavoro povero, aumentando gli stipendi, poi abbassare il cuneo fiscale. Sono le strade indicate dal ministro del lavoro, Andrea Orlando, spiegate in una intervista al quotidiano La Repubblica. Sulla direttiva europea sul salario minimo, Orlando ritiene che "può aiutare a costruire in Italia un equilibrio tra contrattazione e salario minimo, indicando i criteri di un livello equo. Se ne discuterà quando arriverà la fase del recepimento, ma intanto ci offre spunti per iniziare a fare passi avanti subito". Il governo, spiega Orlando, vuole agire così: "Nell’immediato, dare fiato ai salari più bassi con un intervento sul lavoro povero. Poi un’azione sistematica sulla contrattazione che garantisca un rinnovo tempestivo dei contratti e meccanismi che tengano conto, senza automatismi, dell’inflazione. E infine un intervento pluriennale di taglio delle tasse sul lavoro, a partire dalla prossima manovra. Questi tre livelli si tengono insieme, non vanno contrapposti come fa qualcuno".

Orlando sostiene che "avevamo già avviato un percorso in tal senso, che è stato purtroppo spiazzato dalla guerra. Ma intanto stiamo lavorando per traguardare un accordo più specifico contro il lavoro povero", prosegue il ministro del Lavoro, puntualizzando di avere "avanzato alle parti sociali in via ufficiosa un’ipotesi: prendere come salario minimo il Trattamento economico complessivo (Tec) dei contratti maggiormente rappresentativi, settore per settore. Basterebbe una norma semplice direcepimento di questo principio", afferma Orlando.

L'obiettivo è quello di recepire realmente la direttiva sul salario minimo e di farlo il più velocemente possibile. Del resto i recenti aumenti dell'inflazione favoriti dal conflitto armato che si sta combattendo tra Ucraina e Russia, spingono il governo ad agire prima possibile, soprattutto in vista di un inverno che si annuncia particolarmente complesso per chi non dispone di una entrata economica stabile e accettabile. I nuovi aumenti del carburante hanno complicato ancora di più una situazione già molto difficile.