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Europa, trovato l'accordo per il salario minimo. Stipendi destinati ad aumentare?

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E' stato raggiunto l'accordo sulla direttiva Ue in relazione al salario minimo. Ad annunciato è stata la Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento Europeo attraverso il suo account Twitter. Grande soddisfazione da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: "Nei nostri orientamenti politici abbiamo promesso una legge per garantire salari minimi equi nell'Ue. Con l'accordo politico di oggi sulla nostra proposta su salari minimi adeguati, portiamo a termine il nostro compito. Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi".

Reazioni politiche positive arrivano da tutti i Paesi che fanno parte dell'Unione Europea e che considerano l'accordo una "tappa importante" per il futuro dell'Europa. Si prevede che l'accordo favorisca l'aumento dei salari e lo sviluppo della contrattazione collettiva. Ovviamente l'intesa dovrà prima essere approvata in via definitiva dal Parlamento e dal Consiglio. Il ministro Andrea Orlando ha definito l'accordo un "assist per i lavoratori". Bruxelles, inoltre, è convinta che l'impatto della direttiva non sarà negativo per la creazione di nuovi posti di lavoro. In Germania l'occupazione è addirittura aumentata. La direttiva punterà a istituire un quadro per fissare salari minimi "adeguati ed equi". 

In una nota Agnes Jongerius, portavoce S&D per l'occupazione e negoziatrice del Parlamento europeo spiega che “la nuova legge europea sui salari minimi adeguati aumenterà i salari in tutta Europa. Oggi, molti lavoratori lottano per sbarcare il lunario: commessi di negozio, spedizionieri di pacchi e addetti alla distribuzione mantengono a galla le nostre società. Anche se lavorano per 40 ore settimanali difficili, non sono in grado di pagare per l'esplosione dei prezzi dei generi alimentari e dell'energia. Sottovalutati e sottopagati, sono due termini che riassumono la loro situazione. Meritano ugualmente rispetto e giusta retribuzione. Dopo decenni di calo dei salari reali, è giunto il momento di invertire questa tendenza al ribasso e combattere con forza le crescenti disuguaglianze".