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Italia rivoluzionata dal Covid. Sangalli: "Non siamo quelli di prima, ma grande reazione sociale"

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Italia rivoluzionata dal Covid. Sotto tutti gli aspetti. "Questa è una nuova normalità, nella consapevolezza che tornare a fare le cose di prima non significa farle nel modo di prima. L'Italia di oggi è un Paese molto diverso da quello che abbiamo lasciato nel 2019. È un Paese per molti aspetti più povero, più fragile, più polarizzato: tra territori, generazioni, ceti sociali. Ma è anche un Paese che ha dimostrato di avere risorse materiali e morali eccezionali, persino insperate". Sono parole del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli al convegno in corso a Bari sul tema Il Pnrr e il Mezzogiorno che verrà, alla Fiera del Levante.

E ancora: "Penso agli imprenditori, a partire da quelli del Mezzogiorno. Donne e uomini che hanno dimostrato nei periodi più difficili e dimostrano oggi nel lavoro quotidiano, tanta responsabilità e determinazione, prima di tutto nei confronti dei loro collaboratori, per le comunità, per il Paese", ha detto. "È difficile non arrendersi in un tempo in cui la parola più ricorrente è stata crisi, pandemica, economica, diplomatica ed energetica. E se non c'è stata anche una crisi sociale lo dobbiamo proprio ai corpi intermedi, quelli vivi e che hanno funzionato, come la Confcommercio".

Intanto cresce il numero dei casi Covid nel mondo del lavoro. Dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 30 aprile quelli segnalati all’Inail sono 260.750, pari a circa un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020 e all’1,6% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità alla stessa data. Il 2022, con 63.761 contagi denunciati tra gennaio e aprile, pesa al momento il 24,5% sul totale dei casi segnalati all’Inail dal gennaio 2020 e in quattro mesi ha superato il dato registrato in tutto il 2021. Come emerge dal 27esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus, pubblicato insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali, rispetto alle 245.392 denunce registrate dal monitoraggio dello scorso 31 marzo i casi in più sono 15.358 (+6,3%), di cui 8.778 riferiti ad aprile, 4.535 a marzo, 746 a febbraio e 912 a gennaio 2022, mentre gli altri 387 casi risalgono per l’86,8% al 2021 e per il restante 13,2% al 2020.