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Giornata api, caldo killer: "addio a un vaso di miele italiano su tre". Coldiretti: attenzione all'etichetta per riconoscere la qualità

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Un vero e proprio allarme. E' quello del caldonegli alveari italiani dove le alte temperature stressano le api limitando l’attività di raccolta del polline e aggravando una situazione che nell’ultimo anno ha visto dire addio a un vaso di miele italiano su tre proprio per effetto dei cambiamenti climatici, con sei eventi estremi al giorno tra siccità, incendi, bombe d’acqua e gelo che hanno compromesso pesantemente la vita nelle arnie.

 

 

Lo dice Coldiretti in occasione della Giornata mondiale delle
api proclamata dall’Onu
con le sentinelle dell’ambiente al mercato di Campagna Amica in via Tiburtina 695 a Roma per far conoscere la vita delle api e toccare con mano tutte le meraviglie della bee economy, dai cyber alveari alla prima sfilata dei mieli d’Italia, per iniziativa delle donne e dei giovani della Coldiretti.

Se la siccità penalizza le fioriture limitando la disponibilità del polline, il caldo incide sulla stessa attività delle api che - spiega Coldiretti - riducono la produzione di miele. Il risultato delle bizzarrie climatiche - precisa la Coldiretti - è un raccolto Made in Italy al di sotto dei 12,5 milioni di chili, tra i più bassi degli ultimi decenni, mentre le importazioni di prodotto dall’estero sono ulteriormente aumentate in quantità del 22% nei primi due mesi del 2022, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, dopo che nel 2021 avevano raggiunto il valore di 24 milioni di chili (+15%).

 

 

 

Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre - consiglia la Coldiretti - verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale (Miele italiano) mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta - continua la Coldiretti - deve riportare l’indicazione "miscela di mieli originari della Ue" indicando il nome dei Paesi (ad esempio, se viene da Italia e Ungheria sul barattolo dovrà esserci scritto Italia, Ungheria); se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della Ue" con il nome dei Paesi, mentre se si tratta di un mix va scritto ""miscela di mieli originari e non originari della Ue", anche qui con l’indicazione dei nomi dei Paesi. In Italia - precisa la Coldiretti - si consuma circa mezzo chilo di miele a testa all’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi ma un terzo rispetto alla Germania. Il Belpaese però vince in biodiversità con più di 60 varietà protagoniste nel primo salone dei mieli d’Italia aperto dalla Coldiretti."