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Russia, arriva "Zio Vanja": addio McDonald's, vende per colpa dell'invasione dell'Ucraina

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Tutta colpa della guerra. L'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca, costringe McDonald's a lasciare la Russia.  C'è stata infatti la vendita completa delle sue attività a un acquirente locale.La notizia viene riportata da Bloomberg.I locali non utilizzeranno quindi più il nome, il logo, il marchio di McDonald's. 

 

 

Tre mesi fa c'era stata la chiusura con l'uscita dei marchi occidentali dalla Russia e oggi è arrivata la notizia dell'addio definitivo della famosa insegna colorata che probabilmente sarà sostituta da un altro marchio: 'Zio Vanja', neonato brand che prende il nome dall'opera teatrale di Anton Cechov e lanciato dagli eredi russi dei cugini McDonald's. Per dribblare le sanzioni imposte dall'Occidente promette di usare materie prime "russe al 100%", con la possibilità di ignorare i brevetti dei Paesi che Mosca considera ostili. La catena, però, non si discosterà un granché dallo stile dei Big Mac. Un indizio arriva dal marchio: una B gialla, che nell'alfabeto cirillico corrisponde alla V di Vanja, su sfondo rosso, un marchio che roteato di 90 gradi somiglia molto alla 'M' del fast food americano.

 

 

Con l'uscita dalla Russia McDonald's prevede di registrare un onere non monetario di circa 1,2-1,5 milioni di dollari per cancellare gli investimenti netti in Russia. La società ha aggiornato la guidance per il 2022 che prevede il margine operativo nell'ordine del 40%. Escludendo la chiusura di tutti i ristoranti in Russia, si prevede che l'espansione netta delle unità di ristorazione contribuirà per circa l'1,5% alla crescita delle vendite di tutto il sistema nel 2022.

McDonald's ha fatto registrare un calo a Wall Street nel giorno dell'annuncio della vendita delle sue attività in Russia. I titoli del colosso degli hamburger hanno perso ieri l'1,09%. Il passo indietro dalla Russia segna la fine di un'era. La società è stata uno dei primi colossi occidentali a entrare sul mercato russo, aprendo il suo primo punto vendita nel paese a Mosca nel gennaio del 1990 quando la Russia era ancora parte dell'Urss. Adesso, come detto, arriva una V: quella di Zio Vanja.