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Coldiretti, gli Oscar Green dedicati alle novità ideate dai giovani: chi sono tutti i finalisti

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A Roma sono andati in scena gli Oscar Green della Coldiretti, che hanno messo in mostra le tante novità ideate dai giovani nelle campagne. Di seguito tutti i finalisti delle diverse categorie.

 

 

CATEGORIA CREATIVITÀ La rivoluzione green della mandorle: dai dolci ai mobili: Daniele Murgia (Sardegna). In nome della biodiversità sarda nasce una rete virtuosa di imprese che scommette sull’economia circolare, restituendo valore allo scarto, in un’ottica di economia green con la massima valorizzazione del mandorlo. Di questa pianta, grazie alla collaborazione tra differenti start up agricole e progetti consolidati di impresa, non si butta via niente. Il frutto dalle impareggiabili caratteristiche è destinato all’impresa dolciaria, mentre le parti che fino ad oggi diventavano concime per la pianta, sono il volano di altre imprese agganciate alla rete. Innanzitutto quelle del design, a cui è destinato il guscio che attraverso una particolare lavorazione si trasforma in lampade, oggetti di design e complementi d’arredo. L’economia circolare con una profonda coscienza green è il futuro. Il ritorno dell'artica arte della falconeria: Francesco Luzi (Marche). Quella di Francesco è in assoluto la prima azienda agricola certificata dallo Stato Italiano per l’allevamento e l’addestramento di rapaci. Tutto nasce dalla sua passione che ha nutrito fin da piccolo e che oggi trasmette ai bambini, attraverso la didattica contadina. La sua azienda agricola è un vero e proprio paradiso per i rapaci dove si pratica anche bird control per tenere lontani uccelli, come piccioni, storni, gabbiani, che minacciano le colture e la stessa falconeria. I rapaci sono allevati e addestrati per essere in grado di realizzare l’attività di bird control, ma anche per gli spettacoli al pubblico. Piante acquatiche per laghetti e biopiscine: Mario Bertocco (Lombardia). La responsabilità verso la natura, gli acquari e i laghetti cresciuta esponenzialmente durante la pandemia hanno spinto Mario a sperimentare un nuovo progetto: produrre piante acquatiche ornamentali per laghetti e biopiscine. Si tratta di piante che non hanno bisogno di fertilizzanti. Mario ha intuito che il carico organico dell’acqua può essere direttamente collegato al nutrimento dei pesci. In questo modo la pianta è in grado di procacciarsi il necessario per nutrirsi. La pianta assorbe le sostanze di scarto prodotte dai pesci finendo per pulire l’acqua. Le piante sono coltivate in forma emersa, affiorante, ma anche sott’acqua.

 

 

CATEGORIA FARE RETE Concimi green dalle alghe del mare: Valentino Russo (Puglia). Le star sono le alghe che oltre a pulire il mare, non consumano suolo, non si nutrono di chimica e fanno da concime e biostimolanti per le piante grazie al progetto di conversione ecologica di Valentino Russo, prima divulgatore scientifico nei quartieri difficili, oggi imprenditore agricolo e protagonista di green economy. Le alghe sono la risposta della natura a condizioni climatiche estreme. L'orto del benessere che cura mente e corpo: Elisa Bevilacqua (Veneto). "Ti sei mai chiesto se il cibo possa essere il tuo farmaco?" Attraverso il programma Nutrimente in Veneto, nel Comune di Creazzo Elisa Bevilacqua in collaborazione con il Centro Clinico la Quercia, valorizza i benefici della nutrizione consapevole, educando alla scelta delle risorse del territorio e ai prodotti di stagione, in un percorso che fonde nutrizione, psicologia e agricoltura. Il progetto promuove sani e corretti stili di vita, non solo per i singoli ma per tutta la famiglia, proponendo la cura del cibo sano, delle primizie della terra a zero chilometri. La rete coinvolge l’azienda agricola di Elisa, le scuole del territorio, il centro clinico la Quercia, Campagna Amica, Coldiretti e l’Amministrazione Comunale. Stop alla plastica con i retini bio per le cozze: Gennaro Aiello (Campania). I retini utilizzati per le cozze, tra i principali responsabili dei rifiuti spiaggiati, oggi diventano biodegradabili e persino compost per l’agricoltura. I pescatori di Castel Volturno come Gennaro, allevatore di mitili da 4 generazioni, li usano quotidianamente nei loro allevamenti di cozze, sostituendo il precedente arsenale di reti in plastica. È un progetto virtuoso realizzato dall’Università Federico II di Napoli, insieme a Novamont, Coldiretti Impresa Pesca e Legambiente. È grazie alla sperimentazione dei pescatori che viene testato il retino in mater B (in prodotti naturali come amido di mais e oli vegetali ottenuti da colture in terreni marginali e in disuso) progettato per durare lo stesso tempo che impiega la cozza a diventare matura, per poi biodegradarsi, dissolvendosi nel mare.

 

 

CATEGORIA NOI PER IL SOCIALE La rinascita delle donne riparte dalla terra: Fabio Ruvolo (Sicilia).  Donne vittime di soprusi, ma anche i loro figli, iniziano un percorso di rinascita, dedicandosi alla terra grazie alla Casa di Rosanna della cooperativa Etnos, insieme ai tanti operatori che aderiscono al progetto e che offrono assistenza psicologica, formazione nei vari settori delle attività agricole e nei laboratori di trasformazione. Si recuperano terreni incolti e si trasformano in giardini di erbe aromatiche, piante da frutto, ortaggi. È cura, coltivazione, raccolto e poi trasformazione, ma anche cucina di una straordinaria materia prima. I risultati sono meraviglie della natura come l’olio di canapa e le farine, le aromatiche essiccate, le chips dell’orto, le marmellate, le conserve, i preziosi sott’oli di Sicilia e la frutta a rondelle. Ma più di ogni bontà della terra ci sono le storie di queste donne trasformate e restituite al sorriso, pronte a riprendere in mano la propria vita. Diventano autonome nel lavoro, capaci di prendersi cura dell’orto, del laboratorio, della cucina e in generale delle attività della cooperativa. Le suore contadine nella fattoria della provvidenza: Suor Vera D'Agostino (Abruzzo). Nella 'fattoria della Provvidenza' le suore contadine della Comunità delle Figlie dell’amore di Gesù e Maria coltivano la terra e aiutano chi ha bisogno: centinaia di bambini, tante donne madri, padri cacciati di casa, giovani e famiglie senza una riparo. Le suore contadine, grazie all’attività nei campi e in fattoria, offrono un tetto, un pasto, il calore di casa e la possibilità di riscatto a chiunque bussi alla loro porta. Compiono viaggi missionari e sono impegnate in opere sociali, nelle parrocchie. Hanno realizzato asili, attività scolastica e la loro missione è completamente rivolta a «sorella povertà» sotto ogni forma. Dalla coltivazione di vigneti, agrumeti, oliveti, fino alla trasformazione e alla vendita, è tutto compito delle suore, aiutate dagli ospiti e da benefattori. In questa ’fattoria della Provvidenza' c’è anche un caseificio dove il prezioso latte diventa tante tipologie di formaggio, dai freschi agli stagionati. Poi, una macelleria, la boutique a metri zero. Chi compra i prodotti delle suore contadine è consapevole che non acquista soltanto la migliore materia prima, coltivata, allevata e poi trasformata con cura e senso di gratitudine, ma si rende protagonista di un gesto concreto di aiuto agli ultimi. Filiera etica contro il caporalato: Papa Latyr Faye (Puglia). Nasce in Puglia un progetto-comunità di lotta al caporalato, allo sfruttamento e ai ghetti. È Casa Sankara, costruita sull’esempio del giovane presidente del Burkina Faso che combatté la povertà e promosse la legalità. Gli alloggi sono stati realizzati grazie al progetto europeo Supreme di cui è capofila la Regione Puglia. Conta 400 alloggi a 500 persone sottratte dalla mafia del caporalato a cui sono affidati 16 ettari di terra. I barattoli di pomodori di Casa Sankarà sono i primi simboli del riscatto. Oltre alle assunzioni in aziende sane c’è la produzione in casa: dalla realizzazione degli impianti di irrigazione, alla coltivazione e cura dell’orto, fino al raccolto che oggi arriva a contare fino a 500 mila barattoli di pomodoro. Grazie ai progetti con Coldiretti chi è formato aiuta a formare gli altri. Si punta a un marchio della dignità da filiera etica che, dal seme, arriva al cibo buono