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Lavoro, Pfizer Italia assume 250 persone per la produzione del farmaco anti Covid. Occupazione nelle Marche

Julie Mary Marini
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Pfizer assume. E lo fa per produrre Paxlovid, il farmaco antivirale contro il Covid 19. Nuovi posti di lavoro nello stabilimento di Ascoli Piceno che insieme a quelli di Ringaskiddy e Newbridge, in Irlanda, e Friburgo in Germania, è uno dei quattro siti dove viene prodotto e confezionato a livello globale il farmaco Paxlovid. Il sito delle Marche riceve il principio attivo e si occupa del processo di produzione e di quello di confezionamento delle compresse. Poi il medicinale viene distribuito in tutta Europa. La struttura di Ascoli Piceno ha adeguato le sue linee per confezionare i principi attivi del Paxlovid su larga scala. Investimento programmato di circa cinquanta milioni di dollari che prevede 250 assunzioni nello stabilimento marchigiano, considerato punto di riferimento per l'economia regionale, ovviamente in particolare per la città di AscoliBeatrice Colombo, site leader dello stabilimento ascolano, spiega che l'impatto diretto sul Pil regionale derivante dal settore industriale sarà del 2%. 

 Pfizer aveva iniziato a produrre suo rischio già lo scorso anno il Paxlovid e prevede di realizzare fino a 120 milioni di trattamenti entro la fine dell'anno in corso. “Il Paxlovid è formato da due compresse da 150 mg di nirmatrelvir e una compressa da 100 mg di ritonavir. E' un inibitore della proteasi principale (Mpro) del virus Sars Cov 2, indicato per il trattamento del Covid 19 negli adulti, che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad aumentato rischio di progredire verso malattia grave”, spiega Valentina Marino, la direttrice medico di Pfizer Italia.

Il farmaco, deve essere somministrato entro cinque giorni dal contagio, se avviene riesce a ridurre in maniera significativa i ricoveri e i decessi. “Una modalità di assunzione domiciliare che potrebbe cambiare il modo in cui può essere trattato il Covid 19, riducendo potenzialmente l'impatto della pandemia sui sistemi sanitari e ospedalieri”, spiega ancora Valentina Marino