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Consumi, il recupero frena. Su base annua scende al 5.1%. Soffrono turismo e svago, ma anche abbigliamento e alimentari. Auto in pesante crisi

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I prezzi continuano a salire. A febbraio l’Indicatore dei Consumi Confcommercio segnala un incremento, su base annua, del 5,1%, confermando la tendenza a un recupero meno accentuato. Il confronto continua a risentire delle diverse condizioni in cui hanno operato le imprese nel 2021 e nel 2022. Situazione che ha portato a una variazione del 27,7% della domanda relativa ai servizi. Per quanto riguarda i beni il confronto, con febbraio 2021, segnala un calo dello 0,8%. Lo sostiene la Confederazione nella nota sulla congiuntura di marzo. In termini destagionalizzati, dopo il brusco ridimensionamento della domanda registrato a gennaio, anche a febbraio si rileva una contrazione, con un calo su base mensile dell’1,3%, tendenza che ha interessato sia i beni che i servizi. Nel confronto con febbraio 2020 la domanda calcolata nella metrica dell’ICC risulta ancora inferiore del 10,2%. Per i servizi il calo si attesta al 21,3%.

A prescindere dalla crisi energetica e dalle tensioni geopolitiche un elemento di debolezza, per Confcommercio, è rappresentato dall’eterogeneità delle performance settoriali: le macro-filiere turismo, socialità e svago, sono ancora troppo lontane dai livelli pre-pandemici e i nuovi shock si sommano così a una condizione di grave fragilità. Infatti, nonostante i recuperi più significativi, nel confronto con il 2021, si confermino per i servizi legati al turismo e alla fruizione del tempo libero, il deficit, per questi settori – precisa Confcommercio - rispetto a febbraio 2020 si mantiene, comunque, ingente.

Anche per l’abbigliamento e le calzature, nonostante il recupero degli ultimi mesi, i livelli di consumo rimangono distanti da quelli registrati nei primi mesi del 2020. Decisamente critica si conferma la situazione nel settore dell’automotive con un calo, a febbraio 2022, della domanda di autovetture da parte delle famiglie del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2021. Anche per quei comparti, quali elettrodomestici e tv e alimentare, che avevano retto meglio l’urto del calo della domanda nel 2020, i segnali di rallentamento della domanda si stanno facendo più evidenti.