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Banca Mps, gestione fascicoli d'inchiesta: indagati l'ex procuratore di Milano e tre pm

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Un’indagine benevola nei confronti di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. A sostenerlo i pm di Brescia, Francesco Prete ed Erica Battaglia, che hanno iscritto nel registro degli indagati per abuso d’atti d’ufficio l’ex capo della procura di Milano, Francesco Greco, e i magistrati Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici: tutti appartenenti allo stesso distretto. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano La Stampa, i pm avrebbero omesso di svolgere alcune attività di indagine sull’ex management di Banca Mps, proprio in relazione al loro operato alla guida dell’istituto di credito di Siena, di fatto favorendolo. Insieme ai magistrati è indagato per falsa perizia anche Roberto Tasca, ex assessore al Bilancio della giunta di Giuseppe Sala, per via di una consulenza tecnica sui bilanci di allora dell’istituto di credito. Oltre all’omissione, i pm non avrebbero risposto neppure alla richiesta di chiarimenti da parte della procura generale di Milano, depositando la richiesta di archiviazione per Profumo e Viola. Tentativo non solo respinto, ma che ha dato il là a ulteriori accertamenti: chiesti proprio a Tasca, che poi ha restituito una consulenza non conforme.

I pm coinvolti avevano richiesto l’assoluzione per i due dirigenti di Mps, nell’ambito dell’inchiesta sulle operazioni Alexandria e Santorini. Il Tribunale del capoluogo lombardo, nel 2020, in primo grado ha invece condannato entrambi a sei anni di reclusioni per i reati di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Condanna che è stata richiesta anche dal pm Gemma Gualdi nel processo di appello. I pm bresciani avrebbero basato la loro azione anche sull’assoluzione richiesta per il management di Rocca Salimbeni per il filone relativo ai crediti deteriorati. Richiesta respinta dal gip Guido Salvini, che ha ordinato una nuova perizia e quindi aperto la strada all’inchiesta, condotta da Roberto Fontana e Giovanna Cavalleri, che recentemente ha fatto salire il numero degli indagati a 10 persone.

“Il procedimento si concluderà con l’ennesima archiviazione sia perché i fatti non sussistono sia perché la tesi della responsabilità del procuratore (per fatto o pensiero altrui) è singolare e giuridicamente infondata. Greco è orgoglioso che le sentenze (civili e penali) che si sono succedute nel tempo abbiano sempre trovato le loro sicure e ferme radici nelle indagini complesse, difficili ed articolate condotte dalla procura di Milano”, ha affermato il legale dell’ex pm, Massimo Dinoia, che poi ha aggiunto: “Quello che appare invece più preoccupante è il fatto che tutti i procedimenti relativi a Mps sono tuttora in corso, anche se a diverso livello, e, pertanto, il fatto che qualcuno si sia rivolto alla procura di Brescia appare improprio e pericoloso per la giurisdizione e per la doverosa tutela dell’autonomia e indipendenza dei magistrati della procura di Milano, soprattutto in un momento delicato come questo, in cui il Csm deve nominare il nuovo procuratore”. Nel frattempo, Banca Mps ha fatto sapere che il 12 aprile si svolgerà l’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti. Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio e varie nomine, dopo il terremoto ai vertici che ha portato alla guida di Rocca Salimbeni Luigi Lovaglio.