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Guerra in Ucraina, volano i prezzi di petrolio e gas. Crollano le borse

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L'attacco militare della Russia all'Ucraina ha immediati e inevitabili risvolti economici in tutto il mondo. Non si ferma la corsa del petrolio, con il Brent che sfonda i 100 dollari, nelle ore dell'invasione. L'amministrazione Biden sta valutando la possibilità di sfruttare la sua riserva di emergenza di petrolio in coordinamento con gli alleati per cercare di contrastare l'aumento dei prezzi causato dalle mosse della Russia contro l'Ucraina. Lo riferisce Bloomberg.

Ma ovviamente non è soltanto il petrolio ad aumentare. Impennata anche del prezzo del gas europeo in scia all'avvio dell'operazione militare. L'escalation di tensioni alimenta le preoccupazioni circa le forniture all'Europa. Il futures Tts di Amsterdam, riferimento per il mercato europeo del gas, è balzato in area 120 euro/MWh e adesso viaggia in area 133 (+27%). Ancora lontani, per fortuna, i picchi che sono stati toccati nel mese di dicembre  con 180 euro/MWh (il 21 dicembre). 

La Borsa di Milano, già pesante in avvio, peggiora ulteriormente sotto una pioggia di vendite. Il Ftse Mib lascia sul terreno il 3,5% a 25.106 punti. Le flessioni oscillano tra il -5,8% di Buzzi e il 4% di Tim. Saipem perde il 5,2% dopo i conti. Male i bancari con Unicredit che cede il 5,4% e Banco Bpm il 5,23%. Tutti gli indici europei scambiano in forte flessione poco dopo l'avvio degli scambi. Il Cac 40 di Parigi cede il 4,35% a 6.492 punti e il Dax 30 di Francoforte arretra del 4,29% a 14.003 punti. L'Ibex 35 di Madrid perde il 4,99% a 8.069 punti. Crolli ovviamente annunciati. Così come inevitabili, secondo gli osservatori, saranno gli aumenti dei prezzi di tutti i prodotti. Pesanti risvolti sono probabile anche sul fronte degli scambi commerciali, considerando che sia la Russia che l'Ucraina sono paesi di riferimento per molte materie prime e prodotti finite per diverse nazioni europee e non solo.