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Bonus auto elettriche, attesa per le decisioni del governo

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Un aiuto tira l'altro e il mondo dell'auto è in attesa del ritorno dell'eco bonus che sarà previsto nel nuovo decreto a cui sta lavorando il governo guidato da Mario Draghi. L'aumento dell'energia si inizia a far sentire anche in chi è in possesso di una vettura elettrica e utilizza le colonnine di ricarica. Palazzo Chigi studia un pacchetto di interventi destinato proprio all'automotive e ipotizza una cifra intorno al miliardo di euro. Il ritorno dell'eco bonus è sperato dal segretario generale di Motus-E (l'associazione che raggruppa tutti gli stakeholders della mobilità elettrica) Francesco Naso, anche perché - spiega - "l'Italia è un mercato a rischio che potrebbe esser tagliato fuori. Abbiamo chiesto in tutti i modi un supporto alla domanda; cosa che tutti i Paesi hanno". 

La crisi della filiera è ampia. Ne fa parte ovviamente tutta la catena della componentistica e dell'approvvigionamento delle materie prime. Una crisi che si avverte in un settore colpito in modo orizzontale dalle trasformazioni portate dalla transizione ecologica: "Un Piano straordinario dell'automotive è necessario - spiega il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini - per aprire un ragionamento sulla riconversione sostenibile, verso un investimento sulle competenze e la formazione dei lavoratori, e la creazione di una infrastruttura per la creazione di una rete capillare di ricarica".

La speranza di Naso è che lo strumento cui sta lavorando il governo sia "semplice". A suo avviso sarebbe sufficiente una riproposizione dell'eco bonus, anche perché se c'è di mezzo l'Isee, come sostengono alcune indiscrezioni, la misura non viene utilizzata". Non mancano altre proposte: "Non servono incentivi troppo grandi, quello che serve è la strutturalità e la pluriennalità", con bonus "magari declinati con una formula anno per anno proprio per accompagnare il mercato"; insieme a questo "una rivisitazione delle regole legate all'immatricolazione e la reintroduzione del credito d'imposta al 50% sulle infrastrutture private di ricarica".