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Covid, Inail: ogni contagiato manca per un mese dal posto di lavoro

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Il Covid 19 è stato un vero e proprio tsunami anche per il mondo del lavoro. L'ennesima conferma arriva anche da parte dell'Inail che ha pubblicato la rilevazione della Consulenza statistico attuariale. I contagi dall'inizio della pandemia al 31 dicembre 2021 sono stati oltre 190 mila, per l'esattezza 191.046. Pari a un sesto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020, e pari al 3,1% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità, sempre alla data del 31 dicembre. "Rispetto ai 185.633 contagi del monitoraggio di fine novembre - spiega l'Inail - i casi in più sono 5.413 (+2,9%), di cui 4.490 riferiti a dicembre, 613 a novembre e 60 a ottobre scorsi, mentre gli altri 250 sono per il 62,4% riferiti agli altri mesi del 2021, e il restante 37,6% al 2020".

Va tenuto presente che le statistiche si fermano al 31 dicembre e quindi prima della poderosa quarta ondata che in meno di un mese ha visto aumentare in maniera sensibile sia le persone infettate che i ricoveri e, purtroppo, i decessi. Nel 2021, comunque, i casi di contagio che sono stati denunciati all’Inail, "benché non consolidati, sono diminuiti del 71,3% rispetto all’anno precedente, mentre il calo dei casi mortali è stato del 57,2%". Lo afferma lo stesso Istituto, ma ricordiamo ancora che si tratta dei dati relativi al 2021.

"L'inabilità temporanea riconosciuta per ogni tipo di indennizzo ha raggiunto complessivamente quasi quattro milioni di giornate, con un numero medio di giorni di assenza dal lavoro, compresi i tre di franchigia, pari a 30". In sostanza l'assenza media dal posto di lavoro di un infortunato causa Covid 19 è stata dunque di almeno un mese.  Per la prima volta, spiega l'Inail, si riporta anche il dato delle infezioni di origine professionale riconosciute e indennizzate dall’inizio della pandemia alla data del 31 dicembre 2021.