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Green pass obbligatorio da oggi per andare da parrucchiere, barbiere ed estetista. Colori regioni, verso il cambiamento

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Da oggi è obbligatorio avere il green pass anche per recarsi dal parrucchiere, dal barbiere oppure dall'estetista. Di fatto, aumentano ancora le restrizioni per chi non ha ancora aderito alla campagna vaccinale. Il governo guidato da Mario Draghi sta comunque limando il decreto che contiene l'elenco delle attività primarie a cui si potrà accedere senza la certificazione verde. Oltre ai negozi di generi alimentari, alle farmacie, agli ottici e ai punti vendita per l'acquisto di legna o pallet per il riscaldamento dell'abitazione, spuntano anche gli uffici postali, ma soltanto per poter ritirare la pensione

Continua intanto il ping pong tra il governo e le regioni sull'ipotesi di modificare il sistema dei colori legato ai dati della pandemia. E' stato compiuto un passo avanti considerato importante. Durante la prima riunione del tavolo tecnico, è emersa l'ipotesi di considerare sul ricovero casi Covid soltanto i pazienti che vengono accolti in ospedale perché hanno sviluppato la malattia, senza includere gli asintomatici che sono nelle strutture per altre patologie e risultano positivi. Al tavolo tecnico hanno partecipato tutti gli esperti del ministero della Salute e le Regioni. 

A spingere sono soprattutto i territori che nei prossimi giorni potrebbero passare dal giallo all'arancione. I governatori lo chiedono ormai da giorni. "Il sistema dei colori non sembra avere più molto senso", ha spiegato il presidente della Toscana, Eugenio Giani. "Io penso - ha fatto eco il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini - che vada eliminato: attualmente, ad esempio, in zona gialla è tutto uguale al bianco". "I colori servono a poco e il sistema va abolito, su questo noi governatori siamo pressoché tutti d'accordo", ha detto anche Donato Toma, presidente del Molise. Insomma un vero e proprio coro per invitare il governo a cambiare la classificazione dei territori oppure a eliminarla del tutto. Dal tavolo tecnico frenata, invece, sulla richiesta di riduzione a cinque giorni le quarantene per i sintomatici.