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La pressione fiscale ancora in aumento, sale di due punti e arriva al 41%

Pietro De Leo
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Segnali in chiaroscuro provengono dalla radiografia Istat sul terzo trimestre 2021. Purtroppo la pressione fiscale è in aumento di due punti percentuali rispetto allo scorso anno, stesso periodo di riferimento, raggiungendo il 41%. Si trova poi la conferma dell’aumento dei consumi, cresciuti del 3,6% e diminuisce la propensione al risparmio. Questa è la conferma di un andamento sui dati mensili di settembre. Così come diminuisce la propensione al risparmio.

Il quadro che l’istituto di statistica delinea evidenzia una maggiore fiducia nello spendere, dopo mesi di limitazioni e chiusure. La sensazione, però, è che con l’imperversare della variante Omicron qualcosa nella tendenza cominci a incrinarsi, gravando anche un contesto generale con alcuni elementi infelici, tra crisi energetica, con conseguente caro bollette, inflazione e una nuova fase di limitazioni che sta compromettendo alcuni settori, come quello legato al turismo e alla ristorazione. Per questo motivo la reazione sul piano dei ristori, le agevolazioni fiscali e creditizie deve essere immediata. Altrimenti quel +6% di Pil certificato da tutti gli osservatori rischia di essere, purtroppo, compromesso in partenza.